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La piaga dei furti nei calzaturifici: "Colpi tecnologicamente avanzati, scarpe leggere e costose fanno gola"

L'ultima vittima la storica azienda Baldinini, con l'outlet saccheggiato lunedì notte da una banda di malviventi

Un assalto nella notte con un bottino davvero ingente, che riaccende i riflettori sull'emergenza dei furti nei calzaturifici del distretto di San Mauro. Episodi purtroppo frequenti, che post-lockdown sono ripartiti. L'ultima vittima la storica azienda Baldinini, con l'outlet saccheggiato martedì notte da una banda di malviventi che ha arraffato prodotti di lusso per circa 100mila euro.

Dopo la tregua per il lockdown i calzaturifici sono tornati nel mirino dei ladri. Ne sa qualcosa l'azienda Sergio Rossi, che di furti tra tentati e riusciti ne ha subiti parecchi. La frequenza dei colpi è probabilmente conseguenza del fatto che scarpe e altri prodotti di lusso sono più facili da piazzare sul mercato nero. 

Ci ha fatto il "callo" Nicola Rossi, molto impegnato nella politica sammaurese, papà Gianvito porta avanti l'azienda di famiglia. Il nonno Sergio, storico fondatore del brand, è scomparso lo scorso aprile a causa del Covid.

"E' un problema annoso che riguarda tutto il distretto - spiega Nicola Rossi - le scarpe che produciamo sono leggere e hanno un valore notevole che alletta i malviventi. Si tratta di colpi lampo, queste persone hanno la capacità di mettere a segno i furti in pochi minuti, o addirittura secondi. Si servono di strumenti tecnologicamente avanzati e di modalità operative molto raffinate".

Che contromisure si possono prendere? Il distretto del calzaturiero sammaurese può pensare ad una strategia comune? "Sicuramente sì - spiega Rossi che alle ultime comunali ha tentato la scalata a sindaco - c'è bisogno di fare una tavola rotonda che metta assieme le aziende e le forze dell'ordine. Una politica di sicurezza coordinata ed efficace, con strumenti anche tecnologici che siano in grado di risolvere questa situazione che va avanti da troppo tempo".

Colpi messi a segno non da sprovveduti ma da bande specializzate che sanno come muoversi, e spesso riescono ad eludere i sistemi di allarme. Spesso si tratta di furti su commissione con i raffinati prodotti che vanno ad alimentare il mercato clandestino. "Batoste" da diverse decine di migliaia di euro che vanno a gravare sulle aziende del distretto che "sarebbero disponibili a mettere in atto una strategia comune anche con la guida delle amministrazioni", conclude Rossi.

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