Al Rotary Cesena creatività per il nostro futuro apprendendo da Hertz, van Gogh e Leonardo

Giovanni Emanuele Corazza fondatore del Marconi Institute for Creativity, è intervenuto al Rotary Club Cesena guidato dal neo presidente Alessio Avenanti

Cosa accomuna Heinrich Hertz, fisico tedesco che riuscì a dimostrare sperimentalmente la propagazione delle onde elettromagnetiche prevista da Maxwell, e Vincent van Gogh, pittore olandese che con la sua opera ha lasciato un segno indelebile e imperituro nella storia dell'arte? Come in vita van Gogh fu un genio incompreso, che vendette solo uno dei suoi quasi novecento quadri, così le applicazioni pratiche della scoperta di Hertz sembrarono imperscrutabili al momento degli esperimenti stessi. La lezione che possiamo apprendere sia dalla scienza sia dall'arte è quindi che la stima del valore di idee altamente creative è un esercizio di previsione del futuro, e come tale soggetto a forti dinamiche temporali e culturali. Il processo del pensiero creativo non contempla unicamente il problem solving, basato sul pensiero convergente e mirato alla ricerca della migliore soluzione possibile, ma anche l'esplorazione aperta di nuovi campi della conoscenza basata sul pensiero divergente, non guidata quindi da bisogni immediati e i cui risultati devono essere valutati attraverso la visione di scenari che vanno oltre il presente. Esiste quindi il talento creativo del genio, ma anche la capacità visionaria dello stimatore di idee, ossia di colui che è in grado con la propria sensibilità e istinto di vedere un futuro per idee che si dipartono radicalmente dai canoni della conformità del nostro presente.

Giovanni Emanuele Corazza fondatore del Marconi Institute for Creativity, è intervenuto al Rotary Club Cesena guidato dal neo presidente Alessio Avenanti, neuroscienziato dell’Università di Bologna. Il professor Corazza ha tenuto un'appassionante lezione sulla creatività, inquadrandola come capacità essenziale per ciascuno di noi in una visione della società dell'informazione dove diventa sempre più invadente la presenza dell'intelligenza artificiale. Interagendo con i rotariani intervenuti, si è discusso di come nasca e cresca la creatività, e di come essa coinvolga lo sviluppo di un potenziale di originalità ed efficacia. "Quando tale potenziale si realizza siamo di fronte a un successo creativo, ma quando il valore delle nostre idee innovative non viene riconosciuto da noi stessi o dai nostri interlocutori, è allora che veniamo veramente messi alla prova: siamo in grado di resistere e difendere i giovani germogli creativi, oppure cediamo immediatamente? - si interroga il professore -. La storia dell'arte, della scienza e della tecnologia ci insegnano che i grandi creativi in tutte le discipline hanno una caratteristica comune: la persistenza, la forza di credere in sé stessi anche quando si naviga nel mare dell'incertezza e si viene fortemente criticati. Il professore ha spiegato che le motivazioni di questa resistenza alla novità hanno correlati neurali che oggi possiamo identificare grazie alle neuroscienze: il cervello, supporto biologico alla nostra mente, è chiamato a interpretare tutta la realtà percepita basandosi sulla conoscenza pregressa, e fino a quando questo esercizio ha successo si rimane in una sorta di comfort-zone".

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"Ma quando veniamo raggiunti da una entità radicalmente innovativa, che non riesce ad essere accomodata all'interno dei quadri già conosciuti, allora la tendenza naturale è verso il respingimento, e solo coloro i quali sono disponibili a mettersi in gioco apriranno la propria mente e avranno la possibilità di immaginare le future conseguenze di ciò che oggi appare come una fastidiosa e inutile anomalia. Le idee veramente creative hanno vita dura", evidenzia. L'intervento di Giovanni Emanuele Corazza ha spaziato dalla creatività all'innovazione, dal cervello al business, ricordando che una delle menti più geniali della storia dell'umanità è stata indubbiamente quella di Leonardo da Vinci, del quale nel 2019 ricorre l'anniversario dei 500 anni dalla morte, il quale seppe raggiungere risultati di rilievo in oltre venti discipline diverse, dall'arte alla scienza, dall'architettura all'ingegneria, generando idee che hanno anticipato lo sviluppo tecnologico di centinaia di anni e dimostrando quindi una impareggiabile capacità di navigare il futuro. La comprensione del processo di pensiero creativo porta a modelli che possono essere insegnati a ragazzi ed adulti, sviluppando tecniche di innovazione utilizzabili anche in ambito aziendale. Il Marconi Institute for Creativity della Università di Bologna è all'avanguardia nell'aiutare le imprese ad esprimere al meglio il loro potenziale creativo, finalizzandolo a generare nuove opportunità di business. Giovanni Emanuele Corazza è Professore Ordinario presso la Scuola di Ingegneria dell’Università di Bologna, presidente del Consorzio Cineca e Presidente del Comitato Scientifico della Fondazione Guglielmo Marconi, e ha rivestito altri importanti ruoli in varie iniziative europee. La sua attività di ricerca si svolge negli ambiti delle telecomunicazioni e della creatività. L'incontro si è tenuto la settimana scorsa presso il ristorante 'Quel Castello di Diegaro".

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