Agenti della Municipale demansionati, il Comune condannato a pagare oltre 160mila euro

Il Giudice del Lavoro si è espresso a favore delle divise che si erano ritrovate a dover svolgere compiti riservati ai gradi inferiori

Si è conclusa con una pesante condanna economica, ai danni delle casse comunali, il processo intentato da due Ispettori Capo della Polizia Municipale di Cesena davanti al Giudice del Lavoro. Gli ufficiali, nel 2014, si erano rivolti al Tribunale sostenendo di essere stati dequalificiati e demansionati e assistiti dagli avvocati Simona Arrigoni e Raffaele Pacifico si sono visti accogliere la loro tesi per la quale, adesso, il Comune dovrà apgare in tutto oltre 160mila euro. Francesca Abbondanza e Ermes Zalambani, nella propria qualità di Ispettori Capo della Polizia Municipale di Cesena, entrambi assistiti dai sottoscritti Avvocati Simona Arrigoni e Raffaele Pacifico del Foro di Forlì-Cesena, avevano promosso nei primi mesi dell’anno 2014, due singole cause di lavoro per dequalificazione e demansionamento, nei confronti del Comune di Cesena.

La vicenda era nata nel lontano anno 2012 a seguito della riorganizzazione del Corpo di Polizia Municipale di Cesena-Montiano quando, nonostante l'anzianità, Abbondanza perse l'incarico di Ispettore Capo Nucleo finendo relegata alle dirette dipendenze di una collega più giovane per anzianità, alla quale fu invece assegnata la mansione ed il ruolo di Capo Nucleo/Ufficio, con mansioni di coordinatrice dei cinque agenti sottoposti. Zalambani, invece, fu assegnato all' Ufficio Servizio Gestione Atti, in posizione a sua volta subordinata ad altro Ispettore e con possibilità di svolgere solo incarichi meramente burocratici e d’ufficio da terminalista-archivista e di rilevanza esclusivamente interna nonostante da sempre operativo in servizio esterno ed in prima linea.

Nei giorni scorsi, dunque, il Giudice del Lavoro del Tribunale di Forlì ha sentenziato che vi fu grave dequalificazione professionale nei loro confronti e ha condannato il Comune di Cesena a pagare oltre 160.000 euro (spese legali comprese) per dequalificazione e demansionamento professionale, e, precisamente: all'Isp. Ermes Zalambani deve essere pagata la somma di euro 56.851 oltre a rivalutazione monetaria ed interessi legali e all' Isp.Capo Francesca Abbondanza deve essere corrisposta la somma di euro 80.789,00 oltre a rivalutazione monetaria ed interessi legali fino al soddisfo del dispositivo in sentenza, che in quest’ultimo caso, prevede anche la riassegnazione all’incarico di Capo Ufficio/Nucleo confacente alla categoria professionali Il Comune di Cesena, inoltre, è stato condannato anche a pagare integralmente le spese legali per complessivi 18.000,00 euro oltre accessori.

"I due Ispettori - spiegano gli avvocati Arrigoni e Pacifico - nel tentativo di evitare di essere costretti a ricorrere al Giudice del Lavoro per vedersi riconosciuti i propri diritti, si rivolsero preliminarmente, ma senza alcun esito, alle figure apicali del Comune, dal Sindaco al Direttore Generale, alla Dirigente del Personale. Rimase inascoltato anche il sindacato autonomo di categoria DICCAP, il quale, tramite il suo Coordinatore Generale e Legale Rappresentante, Mario Assirelli, invitò l’Amministrazione a ritornare sui suoi passi. Infine, infruttuoso fu anche il tentativo obbligatorio di conciliazione in sede di prima udienza davanti al Giudice del Lavoro nel 2015, quando il danno causato era assai limitato, poiché anche il nuovo Comandante, ritenute incensurabili le scelte organizzative di tipo datoriale, rifiutò qualsiasi accordo conciliativo con le controparti".

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