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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Cronaca

Addio al dj Claudio Coccoluto, nel 2016 infiammò la Notte Bianca a Savignano

Dolore e sconcerto nel mondo della musica e del clubbing per la scomparsa di Claudio Coccoluto, avvenuta a soli 59 anni dopo aver lottato per una anno contro la malattia

Nel 2016 infiammò la Notte Bianca di Savignano con il suo dj set direttamente dal balcone del Palazzo Comunale in piazza Borghesi. Il mondo della notte è in lutto per la scomparsa di Claudio Coccoluto, il ‘padre’ di tutti i dj house italiani.

Dolore e sconcerto nel mondo della musica e del clubbing per la scomparsa di Claudio Coccoluto, avvenuta a soli 59 anni dopo aver lottato per una anno contro la malattia, dj di statura internazionale protagonista dell’avanguardia in consolle da oltre quarant’anni. L’artista, originario di Gaeta, in provincia di Latina, dove aveva iniziato ad appassionarsi di giradischi nel negozio di elettrodomestici del padre. Tra i primi a volergli rendere omaggio il socio Giancarlo Battafarano, in arte Giancarlino (insieme avevano fondato il Goa, 25 anni di storia nella Capitale, unico club in Italia a finire nelle classifiche dei migliori al mondo): "Se ne va il maestro più grande e l’amico di sempre. Ha dato cultura alla musica nei club come dj e artista fuori dal coro. Sempre pronto a metterci la faccia con i media sia per gli aspetti gioiosi sia per i problemi del nostro settore. Con lui se ne va una parte di me".

Coccoluto, "Cocco" per gli amici e gli addetti ai lavori, esordisce nel ‘78 come speaker nell’emittente locale Radio Andromeda, la sua prima interfaccia con il pubblico. Nel mondo del clubbing approda negli anni Ottanta, chiamato da Marco Trani, altra figura seminale nel mondo del djing scomparso prematuramente a 53 anni e apprezzato per il suo virtuosismo ai piatti, a sostituire Corrado Rizza. Protagonista e innovatore nel filone dell’elettronica underground, Coccoluto si contraddistingue per l’originalità stilistica , risultato di una ricerca costante e di una passione sconfinata. E pensare che, da adolescente, odiava la disco e la black music. Nel corso degli anni imperdibili erano le sue serate nelle discoteche riccionesi dove si alternava tra il Cocoricò, la Villa delle Rose e il Peter Pan.

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