Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca

Acqua Bene Comune contro la cessione di quote pubbliche

Comitato Acqua bene Comune all'attacco. "Il Sindaco Paolo Lucchi e la sua Giunta si trasformano in intermediari e decidono di mettere sul mercato il volere di 75.121 mila cittadini elettori"

Comitato Acqua bene Comune all'attacco. “Il Sindaco Paolo Lucchi e la sua Giunta si trasformano in intermediari e decidono di mettere sul mercato il volere di 75.121 mila cittadini elettori, i quali nel 2011 hanno detto no alla privatizzazione dei servizi pubblici come acqua, rifiuti e trasporti. A tal proposito il Comune di Cesena nella seduta del Consiglio Comunale del 23 maggio 2013 ha deciso di vendere 1.515.258 Azioni di Hera Spa non soggette al Patto di Sindacato, le partecipazioni in Terme S. Agnese di Bagno di Romagna, le partecipazioni in Start Romagna Spa (trasporti pubblici) e le partecipazioni in FA.CE Spa (Farmacie Comunali) in  cambio di una cifra variabile intorno ai cinque milioni di euro".

"A meno di un anno dallo scadere di questa legislatura, l’Amministrazione comunale di Cesena deciderebbe questa operazione di ulteriore privatizzazione dei servizi pubblici, per “colmare” il debito comunale,  col risultato netto di impoverire la cittadinanza del presente e del futuro e rendere sempre più difficile ogni processo di ripubblicizzazione. Un po’ come se, da un giorno all’altro, l’amministratore di un condominio vendesse il vano scale per pagare un non meglio precisato debito, e i condomini per entrare e uscire da casa si trovassero da quel momento a dover pagare il pedaggio".

"Bontà loro, Sindaco e Assessore al bilancio e alle società partecipate ( Vicesindaco della città di Cesena ) finalmente potranno convenire con il comitato acqua pubblica  che il Comune non ha alcun potere sull’azienda che gestisce tutti i servizi  primari per la vita quotidiana dei loro concittadini. Hera dunque, sia detto una volta per tutte, è una azienda di natura privatistica, al cui interno i comuni soci non riescono a controllare nemmeno gli stipendi dei consiglieri del Cda, figurarsi le tariffe e la qualità del servizio. Come si pensa poi, chiediamo, di poter rinegoziare i contratti ottenendo condizioni di maggior favore una volta che si ridurrà ulteriormente la partecipazione del pubblico nel capitale azionario?".

"Il comitato Acqua Bene Comune di Forlì - Cesena, e insieme i comitati acqua bene comune della Regione e il Forum italiano dei movimenti per l’acqua, condannano questa scelta miope, che recupera denari una tantum a scapito di servizi generali indispensabili che vengono via via alienati (fino alla scellerata uscita del patto di sindacato nel 2014?!), per ripagare un debito di cui non si conosce la composizione, l’entità e la provenienza.
Proponiamo, prima di vendere un patrimonio che è di tutti, di procedere alla auditoria popolare e pubblica del debito comunale, per capire se, come e quando parte di esso sarà da ripianare. Proponiamo che la Cassa depositi e prestiti intervenga in sostegno degli Enti Locali per la riappropriazione di ciò che appartiene ai cittadini".

"Proponiamo che i Comuni, più o meno  in difficoltà, invece di uscire in modo sparso da Hera, piuttosto attivino un confronto fra loro  e coinvolgano la popolazione su come realizzare una gestione realmente pubblica e partecipata dei servizi essenziali, ridando significato alla esistenza degli stessi enti. Siamo decisamente stanchi di una classe politica che si candida a governare il pubblico e propone come unica soluzione ai problemi, la svendita dei beni comuni al solito offerente".

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