Accordo sull' Ausl unica: nuove case della salute e rete oncologica romagnola

A fondamento di questo nuovo modello il protocollo prevede la realizzazione di nuove case della salute, quale luogo privilegiato per garantire ai cittadini servizi territoriali erogati secondo modelli innovativi

E’ stato siglato martedì mattina, nella sede del Centro Servizi dell'Azienda Usl della Romagna di Pievesestina, dalla presidenza della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria della Romagna (Paolo Lucchi e  Claudio Casadio presidente  e vicepresidente della Conferenza, Andrea Gnassi, presidente della Provincia di Rimini e Raoul Mosconi, presidente del Comitato di Distretto di Forlì) e dalle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil (Massimo Fusini, Antonio Cinosi e Paolo Palmarini) il protocollo di attuazione che individua i criteri e gli indirizzi relativi allo sviluppo dei Distretti Sanitari, alla riorganizzazione della Rete Ospedaliera, nonchè dei servizi sul territorio ed  alla definizione della Rete Oncologica dell’Ausl della Romagna, che dovranno trovare recepimento nell’Atto Aziendale della nuova Azienda Sanitaria Romagnola.

Il protocollo si pone in continuità con quello relativo alle relazioni sindacali del 29 luglio 2013 ed attua in particolare i principi del protocollo sulla costituzione dell’Ausl della Romagna del 18 novembre 2013. Le tematiche strategiche si incentrano su tre punti salienti: la valorizzazione del ruolo del distretto sanitario, il riordino della rete ospedaliera e dei servizi territoriali e la rete oncologica della Romagna.

Per quanto riguarda la valorizzazione del ruolo del distretto sanitario, si legge in una nota congiunta, “l’intesa sancisce che, a fronte della nuova dimensione dell’Azienda e delle caratteristiche territoriali della Romagna, si rende necessario garantire un forte collegamento con le comunità locali, e, dunque, un nuovo ruolo dei Distretti, a cui andrà attribuita piena responsabilità nella gestione del budget ed autonomia tecnico-economica e gestionale in modo da garantire l’intera gamma dei servizi di assistenza primaria in sinergia con quelli erogati dalla rete ospedaliera, integrandoli con la rete dei servizi socio sanitari e sociali territoriali. A fondamento di questo nuovo modello il protocollo prevede la realizzazione di nuove case della salute, quale luogo privilegiato per garantire ai cittadini servizi territoriali erogati secondo modelli innovativi, fondati sulla massima prossimità possibile,  sul pieno coinvolgimento dei medici di medicina generale e degli specialisti ospedalieri, sullo sviluppo della medicina di iniziativa, su un rilancio della prevenzione per tutte le fasce di età, su un nuovo protagonismo delle professioni sanitarie, sul progresso delle infrastrutture logistiche ed informatiche e, infine, sullo sviluppo di un sistema di cure territoriali intermedie”.

Quanto al riordino della rete ospedaliera è stato sancito che la qualificazione dell’offerta dovrà essere realizzata evitando ridondanze, anche concentrando nell’uno o nell’altro presidio ospedaliero alcuni tipi di risposta, secondo il principio della massima efficacia dell’intervento e dell’intensità di cura, unitamente ad un’equa distribuzione territoriale delle specializzazioni, così da consentire la realizzazione dei migliori standard possibili in termini di conoscenze professionali, di alta tecnologia e di prestazioni oggi non presenti in Romagna. In questo modo tutti i presidi insistenti sul territorio romagnolo dovranno essere considerati come stabilimenti di un unico ospedale reticolare deputato a garantite le prestazioni di alto livello, che, per costo, organizzazione, tecnologie e competenze specialistiche non possono essere erogate in ambito distrettuale.

Infine, ma non da ultimo, l’accordo ritiene strategico valorizzare le sinergie con l’Irst per costruire la Rete Oncologica Romagnola che sia in grado di garantire una risposta assistenziale omogenea e integrata, organizzata tenendo conto delle indicazioni della programmazione territoriale e gestita, dal punto di vista organizzativo, in accordo con l’Ausl Romagna. Obiettivo strategico dell’accordo è, dunque, raggiungere un equilibrio condiviso ed una marcata sinergia tra gli ospedali complessi per acuti, ospedali di comunità e case della salute, nell’ottica di una reale integrazione sociale e socio sanitaria.

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