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Abusivismo commerciale in Romagna, dal 2008 sequestri per oltre 12 milioni di euro

I dati reali confermano la percezione degli imprenditori: nelle tre province romagnole, nel periodo 2008/2012 sono stati effettuati 1.085 sequestri di merce per complessivi 534.230 articoli confiscati ed un valore economico che sfiora i 12 milioni di euro

Si è svolta nei giorni scorsi, al Grand Hotel di Cesenatico, l’Assemblea annuale delle Confesercenti di Cesena, Forlì, Ravenna e Rimini. Per la prima volta le quattro Associazioni territoriali hanno svolto una unica grande Assemblea romagnola. L’occasione è nata dalla ricerca commissionata a Nomisma per indagare uno dei temi più sentiti dalle imprese: l’abusivismo commerciale. Di grande interesse i contenuti della ricerca; il 59% del campione ritiene che nella zona in cui esercita la propria attività sia molto diffuso il fenomeno dell’abusivismo commerciale.

I dati reali confermano la percezione degli imprenditori: nelle tre province romagnole, nel periodo 2008/2012 sono stati effettuati 1.085 sequestri di merce per complessivi 534.230 articoli confiscati ed un valore economico che sfiora i 12 milioni di euro. In Emilia-Romagna il valore dei sequestri negli ultimi 4 anni supera i 60 milioni ed occorre tenere presente che rappresenta solo una parte del fenomeno. Gli studi disponibili rilevano che l’abusivismo commerciale sottragga il 2,2% dei fatturati ai negozi. La sensazione degli imprenditori li porta a ritenere che i prodotti più colpiti dal fenomeno della contraffazione siano abbigliamento (39%), accessori di abbigliamento (es. borse, 22%), occhiali (13%), orologi e gioielli (6%). Per contrastare tali fenomeni, le imprese ritengono che dovrebbero essere svolte campagne di comunicazione tese a sottolineare che la contraffazione danneggia l’economia regolare (40%), che i prodotti contraffatti sono pericolosi per salute e sicurezza (29%), che contraffazione e abusivismo incrementano la criminalità (22%).

La modalità di intervento ritenuta più idonea è l’azione delle Forze dell’Ordine (60%). L’Assemblea è stata aperta dal presidente della Confesercenti Cesenate, Armando Casabianca a cui ha fatto seguito la relazione introduttiva del presidente di Ravenna, Roberto Manzoni. Successivamente è stata presentata la ricerca da parte della dott.ssa Silvia Zucconi di Nomisma. Per le conclusioni è intervenuto Mauro Bussoni, segretario generale di Confesercenti nazionale. Bussoni ha segnalato due aspetti “nuovi” a cui dedicare molta attenzione: il primo è il fenomeno delle “aziende fantasma”, vale a dire imprese che aprono e chiudono nei primi due anni di vita, costituite appositamente per evitare innumerevoli pagamenti tributari prima che si avviino i controlli degli enti preposti. Il secondo è la vendita on line, che continua a crescere come valori economici ma tuttora riesce ad essere sviluppata anche al di fuori di ogni controllo. 

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