A Cà Bianchi ecco la cassa di espansione sul Savio: e la piena farà meno paura

Le piene del Savio d'ora in poi faranno meno paura a Cesena. Sono ormai arrivati a conclusione, infatti, i lavori per la creazione di una cassa di espansione nell'area di Ca' Bianchi

Le piene del Savio d’ora in poi faranno meno paura a Cesena. Sono ormai arrivati a conclusione, infatti, i lavori per la creazione di una cassa di espansione nell’area di Ca’ Bianchi, di fronte alla sede della Calcestruzzi, nel punto dove, poco prima di arrivare alla centrale elettrica Branzaglia, il fiume descrive un’ampia ansa.

“Si tratta di un intervento importante per la difesa idrogeologica del territorio – sottolineano il Sindaco Paolo Lucchi e l’Assessore ai Lavori Pubblici Maura Miserocchi –. Dopo la realizzazione di questi lavori, infatti, si creeranno le condizioni perché, durante le piene del fiume, l’acqua arrivando qui trovi una ‘valvola di sfogo’, defluendo in un’area di circa 16 ettari predisposta proprio per essere inondata in caso di bisogno. Questo, assieme ad altri interventi simili, in programma nella parte più a monte del fiume Savio, permetteranno un miglioramento della sicurezza idraulica del nostro territorio più urbano.   Ma c’è anche un aspetto ambientale di notevole rilievo: grazie alle condizioni che qui si creeranno in prospettiva, l’area offrirà l’habitat più adatto per la nidificazione e la sosta di varie specie ornitiche, come la nitticora, l’airone, il martin pescatore, la gallinella d’acqua, anitre di varie specie, ecc. Da non dimenticare, poi, un aspetto estremamente positivo: il costo delle opere, per un ammontare di 600mila euro circa, è stato completamente coperto da un finanziamento del Ministero dell’Ambiente”.

Materialmente, a realizzare l’intervento è il Comune di Cesena, in collaborazione con il Servizio tecnico di bacino della Regione Emilia Romagna che ha eseguito la progettazione ed esegue la direzione dei lavori, in base ad un accordo di collaborazione con il Comune.

I lavori eseguiti comprendono: il rialzamento e il ringrosso degli argini, la cui sommità diventerà un ideale percorso per le visite al parco, opportunamente schermati con alberature verso l’interno dell’area di riqualificazione ambientale; la realizzazione all’ingresso dell’ansa di uno ‘sfioratore’, (argine ribassato) per favorire l’immissione dell’acqua nell’area di laminazione; la predisposizione di un sistema di scarico graduale per consentirne il deflusso delle acque in alveo nella parte finale dell’ansa, una volta concluso l’evento di piena. All’appello ormai manca solo lo spostamento di una linea di media tensione presente all’interno dell’area. Il mantenimento di alcuni pali della linea da rimuovere potrebbe essere utilizzato per favorire la nidificazione delle cicogne.

Questo per quanto riguarda gli interventi di parte pubblica.
Nel frattempo la Calcestruzzi del Savio, proprietaria dell’area interna all’ansa, ha fatto richiesta di installare qui un’attività di cava, che consentirà di abbassare ulteriormente la quota di terreno e quindi di aumentare la capacità idrica invasiva del bacino (fino a un massimo di circa 810.000 mc). Terminata l’attività di cava, in base ad un accordo fra proprietà e Comune, l’area diventerà pubblica e sarà destinata a trasformarsi in una vera e propria oasi naturalistica, inserita all’interno del parco del Savio.

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