Aritmie cardiache, a Cesena primo intervento di “ablazione transcatetere”

Dopo l’impianto di un dispositivo di ultima generazione effettuato a febbraio su un paziente con scompenso cardiaco, la cardiologia di Cesena continua ad introdurre nuove tecniche per la cura delle patologie cardiache

Dopo l’impianto di un dispositivo di ultima generazione effettuato a febbraio su un paziente con scompenso cardiaco, la cardiologia di Cesena continua ad introdurre nuove tecniche per la cura e il trattamento delle patologie cardiache. Pochi giorni fa, infatti, all’ospedale Bufalini è stato eseguito il primo intervento di “ablazione transcatetere” in un paziente affetto da un’aritmia cardiaca, una anomalia del battito del cuore che costituisce una delle prime cause di accesso al pronto soccorso o di ricovero in cardiologia. 

L’ablazione transcatetere è una tecnica interventistica all’avanguardia, che consente di eliminare definitivamente alcuni tipi di aritmia nelle persone affette da questa patologia, evitando così i ricoveri ed il ricorso a pesanti terapie farmacologiche. “Il cuore – spiega il dottor Roberto Mantovan, direttore dell’Unità Operativa di Cardiologia dell’ospedale Bufalini di Cesena - funziona con un ritmo regolare in cui si alternano una fase di contrazione (sistole) ed una di rilassamento (diastole). Questo ritmo è regolato nel cuore da un complesso sistema “elettrico”. T

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"Talvolta però compaiono battiti irregolari accelerati o rallentati (aritmie) che sono causati da difetti di questo sistema. La stessa morte improvvisa (che rappresenta una delle prima cause di decesso) è più spesso dovuta ad aritmie “maligne“ come per esempio la fibrillazione ventricolare che interrompe l’attività cardiaca e che, se non trattata immediatamente, porta alla morte. Una corretta prevenzione e una adeguata terapia delle aritmie sono indispensabili in un paziente cardiopatico. In particolare – specifica il dr. Mantovan - tra le opzioni terapeutiche, negli ultimi anni si è sviluppata la tecnica dell’ablazione delle aritmie che consiste nella distruzione di una piccolissima porzione di tessuto cardiaco, individuata come responsabile dell’insorgenza dell’aritmia. Eliminando questo punto critico, l’aritmia viene nelle maggior parte dei casi curata in modo definitivo”.

L’intervento, eseguito dal dottor Mantovan, e dalla dottoressa Donatella Gorini, dirigente medico dell’equipè cardiologica dell’ospedale Bufalini, si effettua in anestesia locale, introducendo nelle cavità cardiache un catetere “ablatore” (speciali fili elettrici) che viene posizionato nel punto critico per l’insorgenza dell’aritmia cardiaca e, attraverso di esso, viene erogata energia a radiofrequenze, che causa un riscaldamento della punta del catetere. Il calore determina la coagulazione del punto responsabile dell’aritmia, che viene in tal modo distrutto.

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