La campana celebrativa della tragedia mineraria di Arsia sosterà a Mercato Saraceno

Tra le vittime ci fu anche un minatore mercatese, Morosi Gino di Giacomo e Renzi Marcellina, nato a Mercato Saraceno nel 1912

Nel 1940, nelle viscere della miniera istriana di Arsia (Rasa in croato), morirono 185 persone, facendone una tragedia ancor più grave di quella di Marcinelle. Poco dopo le 4 del mattino del 28 febbraio 1940, nelle miniere di carbone dell’Arsa, all’epoca la più importante risorsa energetica italiana, si verificò un violento scoppio che provocò la morte di 185 lavoratori locali ma anche veneti, lombardi, emiliani e romagnoli e toscani, Quello dell’Arsa è il più grave incidente che abbia interessato l’industria estrattiva nazionale. Ma a differenza delle vittime di Marcinelle, giustamente onorate, quelle dell’Arsa - molto più numerose - sono state dimenticate. Le vicende di confine le hanno rese “figli di nessuno”, per l’Italia, per la Jugoslavia, e in seguito per la Croazia.

Tra le vittime ci fu anche un minatore mercatese, Morosi Gino di Giacomo e Renzi Marcellina, nato a Mercato Saraceno nel 1912. Il signor morosi, originario di Montecastello, prima di essere trasferito ad Arsia aveva lavorato nelle miniere di Perticara. Le sue spoglie sono ora deposte nel cimitero di Cella,

Un’altra vittima della tragedia ha a che fare con Mercato Saraceno; si tratta di Giovanni Guerra, nativo di San Leo ma trasferitosi in tenera età a Serra Tornano, e poco più che adolescente aveva iniziato a lavorare anche egli nelle miniere di zolfo di Perticara.

Ci fu anche chi si salvò: il minatore mercatese Luigi Gori infatti sarebbe dovuto essere in miniera quella notte, ma fortunatamente accettò un cambio turno richiesto da un collega. Al rientro in Italia tornò a lavorare a Perticara, fio al 1964, anno della chiusura.

Grazie all’impegno profuso a piene mani dal promotore, Michele Maddalena, che ha inoltre sostenuto le spese di produzione, una campana dedicata al tragico evento è stata fusa appositamente dalla Pontificia Fonderia Campane di Agnone, ha ricevuto la benedizione di Papa Francesco, e sarà collocata in un monumento sul luogo della tragedia nella cittadina croata.

Nel suo viaggio da Roma verso Arsia, la campana sosterà a Mercato Saraceno, domenica 23 febbraio alle 12, ove sarà esposta alla cittadinanza in piazza Mazzini, e sarà organizzata una semplice cerimonia celebrativa.

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Ad accoglierla, oltre il Sindaco Monica Rossi accompagnata dal picchetto d’onore degli Alpini sezione mercatese, ci sarà anche la figlia del minatore scomparso, la signora Clelia Morosi che parteciperà alla celebrazione.

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