La giornata contro l'omofobia, "Strada ancora lunga, pregiudizi si sommano alle restrizioni della pandemia"

L'associazione Agedo: "Ancor di più oggi, in tempi di Covid-19, molte persone Lgbt stanno affrontando un periodo di particolare difficoltà in cui il pregiudizio si somma alle restrizioni della pandemia"

Domenica 17 maggio si celebra la Giornata internazionale contro l'omofobia. L’Associazione Genitori, Parenti e Amici di persone LGBT+ (Agedo) lancia il progetto “Romagna Inclusiva” per contrastare la violenza psicologica "che ancora oggi moltissime persone sono costrette a subire". 

Sono passati 30 anni da quando l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha rimosso l'omosessualità dall'elenco delle malattie mentali, definendola per la prima volta “una variante naturale del comportamento umano". Oggi quella data viene ricordata celebrando la “giornata mondiale contro l’omofobia, lesbofobia, bifobia e transfobia”, riconosciuta nel 2007 anche dal Parlamento Europeo per condannare le discriminazioni che ancora moltissime persone sono costrette a subire sulla base del loro orientamento sessuale. 

 “Ancor di più oggi, in tempi di Covid-19, molte persone LGBT+ stanno affrontando un periodo di particolare difficoltà – dichiara Mara Bruschi, Presidente dell’Associazione romagnola Agedo - in cui il pregiudizio omo-transfobico si somma alle restrizioni della pandemia. Si tratta di una forma di violenza psicologica che va combattuta prima di tutto con l'azione educativa e informativa – prosegue la mamma presidente - ma anche tramite risposte che deve dare la politica anche mediante l'introduzione di norme contro l'odio e l'intolleranza verso la diversità. Anche lo Stato italiano, al pari di altri Paesi Europei, deve dotarsi di uno strumento giuridico che permetta di definire come reato l’omotransfobia e le forme di discriminazione e di violenza basate sull’orientamento sessuale e identità di genere, per garantire la libertà di essere sé stessi. La strada è ancora lunga e necessita dell'impegno incessante di tutti coloro che si battono per il rispetto del principio di uguaglianza. La violenza fisica e verbale è solo la punta di un iceberg molto più ampio, fatto di stereotipi, luoghi comuni e false rappresentazioni. Mai come in questo periodo per molte persone LGBT+ le mura di casa possono diventare opprimenti per molti ragazzi e ragazze. Mai come in questo periodo l’emarginazione sociale sta divenendo insostenibile, in particolare per le persone più giovani, per le persone trans e per gli anziani LGBT+”.

 L’Associazione Agedo Rimini-Cesena, costituita in Romagna nel 2018, è un’organizzazione di volontariato sociale regolarmente registrata all’albo regionale, cui partecipano attivamente genitori, parenti e amici di persone L, cobtn lo scopo di aiutare e sostenere quei genitori che vivono uno stato di disagio e di sofferenza per la scoperta dell’omosessualità dei propri figli nonché per contrastare fenomeni di discriminazione e bullismo nei confronti delle persone omosessuali, bisessuali e transessuali. 

 "E proprio in occasione della Giornata internazionale contro l'omofobia, le “mamme AGEDO” lanciano il progetto “Romagna Inclusiva” che verrà realizzato nei prossimi mesi in partnership con il Comune di San Mauro Pascoli e con altre associazioni del territorio, approvato e cofinanziato dalla Regione Emilia-Romagna. Il progetto si propone di contrastare le discriminazioni e gli stereotipi di genere attraverso una serie di attività mirate a sensibilizzare la cittadinanza sul territorio della Provincia di Rimini e Cesena, con particolare riferimento alle giovani generazioni, per lo sviluppo di una società più inclusiva e comprensiva rispetto alle tematiche LGBT+. Una apposita campagna di comunicazione che include la diffusione di manifesti affissi nei diversi comuni del territorio romagnolo e la realizzazione di “incontri virtuali” informativi cui tutta la cittadinanza può liberamente partecipare sono solo alcune delle tante iniziative in programma nei prossimi mesi tra le Province di Rimini e Forlì-Cesena". 

 “La nostra associazione – conclude Mara Bruschi – è a disposizione di tutti quei genitori e di quelle persone che vivono uno stato di sofferenza e di disagio e che necessitano di un confronto o di un supporto perché i nostri figli, parenti e amici LGBT+ sono parte integrante di questa società”. 

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