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Rsa verso il Natale, oltre ai tablet si pensa a 'sale per gli abbracci'. "Il calore umano è un'altra cosa"

Si avvicina il Natale anche nelle case di riposo, e si studiano modalità anche tecnologiche per far sentire gli anziani meno soli

Il nuovo e super-tecnologico atomizzatore ha fatto il suo esordio nella residenza per anziani "Nuovo Roverella", donato dall'azienda Focaccia Group. Le case di riposo sono come ormai è note le strutture più a rischio, ospitando le persone più fragili di fronte all'avanzare del virus. Anche in questa seconda ondata un quarto dei decessi a livello regionale si sono registrati nelle Rsa. 

Ma si avvicina anche il Natale, e si studiano modalità anche tecnologiche per far sentire gli anziani meno soli. Nella casa di riposo Zangheri di Forlì ha fatto la sua apparizione una "sala per gli abbracci". In pratica delle postazioni per gli abbracci, dove il famigliare e l'ospite della struttura sono separati da un plexiglass con due oblò in cui sono inseriti guanti lunghi un metro e mono-uso. Questo permette di inserire le braccia da parte del famigliare che resta all'esterno della struttura e poter appunto stringere in un abbraccio il proprio caro presente all'interno.

Una bella novità che potrebbe essere replicata anche nelle stutture del cesenate. "Siamo consapevoli delle sofferenze e delle pressioni - sottolinea l'assessore Carmelina Labruzzo - che stanno vivendo anche i familiari degli anziani che si trovano nelle case di riposo. C'è la possibilità di videochiamate e altri metodi da remoto ma il calore di un abbraccio è un'altra cosa". C'è però da dire che non tutte le strutture si prestano ad una possibilità del genere, alcune offrono infatti, come il Nuovo Roverella, un elevato livello di assistenza a persone che sono gravemente non autosufficienti. 

"Stiamo ragionando a questa possibilità - sottolinea il direttore di Asp Alessandro Strada - cioè di consentire un contatto tra ospiti e familiari, mediato dal plexiglass. C'è da dire che nella Rsa Nuovo Roverella gran parte delle stanze sono al piano terra e i familiari hanno la possibilità di vedere i propri cari attraverso le finestre. Come misura di sicurezza abbiamo una netta separazione di 15 dipendenti che praticamente vivono isolati e non hanno nessun contatto con tutti gli altri".

Tra i residenti e gli ospiti del Centro diurno, il Nuovo Roverella conta 130 persone quotidianamente seguite da 126 operatori. A partire da febbraio, con l’obiettivo di tutelare la popolazione della Cra e tutti gli operatori che vi lavorano, Asp e il Comune, di concerto con l’Ausl della Romagna, hanno adottato azioni concrete ed efficaci di prevenzione e contrasto al Covid-19. Tra queste: la chiusura della struttura alle visite dei parenti i quali hanno circa 2 contatti settimanali mediante videochiamata; la riduzione dei posti Covid da 22 a 11 per mantenere le necessarie distanze di sicurezza; la realizzazione di un ingresso dedicato al Centro Diurno e il posizionamento di termoscanner per la misurazione della temperatura corporea ad ogni ingresso in struttura. Inoltre, per evitare il contatto tra gli operatori del nucleo osservazionale con altri nuclei CRA, la struttura si è dotata di una “casetta” mobile adibita a spogliatoio. Al contempo si è proceduto con l’ampliamento della zona spogliatoi con nuove postazioni doccia per assicurare il necessario distanziamento quando non è possibile indossare la mascherina.

In più particolare attenzione è stata data alla formazione del personale sul rispetto delle procedure e protocolli anti Covid, la sottoposizione costante degli operatori a tampone  (almeno una volta al mese ma con frequenza maggiore in situazioni di maggior rischio) e degli ospiti ogni qualvolta si presentano sintomi sospetti. 

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