Cronaca

Falso commercialista raggira i clienti, 2 milioni e mezzo di euro di tasse 'autoriciclati'

Tutto è partito da una verifica fiscale che la Tenenza della Guardia di Finanza di Cesenatico ha eseguito nei confronti del commercialista, titolare di due studi commerciali nel cesenate

Importante operazione delle Fiamme Gialle di Cesenatico in tandem con la Procura della Repubblica di Forlì. L'inchiesta ha smascherato un revisore contabile che avrebbe truffato una quarantina di suoi clienti intascando indebitamente, secondo le accuse,  oltre 2.600.000 euro, che erano in realtà destinati al pagamento delle imposte dovute dai clienti.

Tutto è partito da una verifica fiscale che la Tenenza della Guardia di Finanza di Cesenatico ha eseguito nei confronti del commercialista, titolare di due studi commerciali nel cesenate. Nel corso dell’ispezione fiscale sono stati scoperti vari stratagemmi e gli artifizi che il professionista, sempre secondo le accuse, avrebbe posto in essere ai danni di suoi clienti storici (liberi professionisti, imprese, artigiani, società e associazioni sportive), i quali sentiti dai militari, e posti a conoscenza di quanto successo, avrebbero già formalizzato numerose denunce per truffa nei confronti dello stesso consulente.

Secondo gli investigatori, l’indagato, negli ultimi sette anni, da una parte faceva figurare falsamente ai suoi clienti il versamento delle imposte dovute e dall’altra predisponeva e presentava all’Agenzia delle Entrate delle dichiarazioni dei redditi con dati falsi, indicando in esse acquisti di beni strumentali inesistenti e crediti d’imposta fittizi per poi effettuare delle indebite e fittizie compensazioni di tasse.

 Solo attraverso l’analisi comparata degli apparati contabili di tutti i clienti truffati, della documentazione bancaria acquisita presso i vari istituti di credito, degli F24 e delle risultanze alle banche dati, i finanzieri hanno potuto ricostruire quello che sarebbe l’intero volume della truffa ai danni dei clienti che oggi risultano essere anche morosi nei confronti dello Stato e addirittura, in diversi casi, risultano evasori totali.
Ma dove sono finiti i 2.600.000 euro? Secondo gli inquirenti erano tutti confluiti indebitamente nei conti correnti personali dell’indagato che li aveva utilizzati per scopi personali ed addirittura autoriciclati per finanziare due società immobiliari di sua proprietà al fine di estinguere i debiti delle stesse o sostenerne i costi d’impresa. 

In ragione dell’attività svolta, i finanzieri hanno quindi segnalato il professionista alla Procura di Forlì per la violazione degli articoli 4 ed 5 del decreto legislativo numero 74/2000 (c.d. reati tributari) e dell’art. 648 ter 1 del codice penale (c.d. autoriciclaggio). La Procura di Forlì ha disposto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente  fino alla concorrenza di oltre 850.000 euro (pari alla sommatoria di quanto autoriciclato e dell’imposta direttamente evasa) richiesto e concesso dal gip del tribunale di Forlì.

In esecuzione del decreto, le Fiamme Gialle, nella scorsa settimana, hanno  provveduto a sottoporre a sequestro l’unità immobiliare del commercialista., le sue quote societarie e i saldi attivi per un valore complessivo di circa 373.000 euro. Nei confronti dell’indagato, è stata disposta anche la misura cautelare della sospensione dall’esercizio della professione di revisore contabile. 

Il Consiglio dell'Ordine: "Non è iscritto all'Albo dei commercialisti"

Il Consiglio dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Forlì-Cesena, attraverso il suo presidente Aride Missiroli specifica che "il signore in oggetto, non essendo iscritto all’Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, non può essere definito Commercialista nè può fregiarsi di tale titolo. La legge infatti riserva il titolo di Commercialista solo agli iscritti all’Albo".

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Falso commercialista raggira i clienti, 2 milioni e mezzo di euro di tasse 'autoriciclati'

CesenaToday è in caricamento