Cronaca

"Comparto Europa", tramonta il progetto di riqualificazione: chiesta la risoluzione dell'accordo

"L’Accordo di Programma, sottoscritto nel 2011 a conclusione di una procedura negoziale avviata nel 2006, è stato oggetto di richiesta di risoluzione consensuale da parte dei soggetti attuatori"

Una lettera inviata ai consiglieri comunali dall’assessora Cristina Mazzoni relativa al "Comparto Europa". Il progetto interessava un’area di circa 4.6 ettari, a ridosso della via Emilia, compresa fra viale Europa, via Piave e la zona della stazione ferroviaria. Nelle previsioni, l'area doveva avere una funzione residenziale ma anche accogliere la nuova stazione delle autocorriere, e un grande parcheggio pubblico sotterraneo. 

"L’Accordo di Programma - scrive l'assessore - che ha per oggetto l’ambito di riqualificazione urbana identificato nel PRG 2000 come “comparto Europa”, sottoscritto nel 2011 a conclusione di una procedura negoziale avviata nel 2006, è stato oggetto di richiesta di risoluzione consensuale da parte dei soggetti attuatori, ovvero Nuova Madonnina S.p.A. in liquidazione (già Nuova Madonnina srl), Battistini Immobiliare S.r.l., sig.ri Manuzzi e Merloni. Tenuto conto dello stato di attuazione del PRU e delle esigenze dei vari soggetti coinvolti, le parti private hanno preso atto della impossibilità di portare a conclusione il programma di recupero urbano, ed hanno proposto al Comune di Cesena di risolvere consensualmente l’Accordo di programma presentando apposite istanze".

"La risoluzione dell’Accordo pone il tema di eliminazione delle previsioni edificatorie contenute nell’Accordo stesso (altrimenti vigenti fino al 2028), e apre a nuove valutazioni in merito nel percorso di formazione del nuovo piano urbanistico e di definizione della strategia per la qualità urbana. La risoluzione comporta altresì la definizione delle dotazioni pubbliche e private afferenti l’edificazione attuata e le relative modalità di reperimento; la mancata attuazione delle opere pubbliche previste nell’accordo di programma comporta una compensazione proporzionale alla realizzazione degli interventi privati mediante il pagamento da parte dei soggetti attuatori della somma di 713.859,95 di cui euro 225.518,00 per mancata realizzazione di alloggi convenzionati, a cui si aggiunge una penale onnicomprensiva di euro 430.000,00 connessa ai ritardi sanzionabili. Si condividono quindi gli elementi emersi in una prima fase di valutazione delle istanze, relativamente al tema di bilanciamento fra l’interesse pubblico perseguito dall’Accordo di programma e la parziale attuazione privata, in attesa di proporre a breve l’argomento al Consiglio, una volta pronti gli elaborati necessari all’ iter istruttorio e alla valutazione dello scenario risolutorio".

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