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Sabato, 22 Giugno 2024
Cronaca

Alluvione e rimborsi, c'è l'ok per 44 pratiche ma non per i beni mobili. "Assurdo, e comunque 5mila euro sono pochi"

La macchina pubblica della ricostruzione post-alluvione procede, e si mette mano anche alle reti fognarie, ma il sindaco Enzo Lattuca offre anche una panoramica sulla situazione attuale dei risarcimenti ai privati

La macchina pubblica della ricostruzione post-alluvione procede, e si mette mano anche alle reti fognarie, ma il sindaco Enzo Lattuca offre anche una panoramica sulla situazione attuale dei risarcimenti ai privati. Un tema che interessa tanti cittadini e imprese toccate dal disastro di un anno fa.

In pratica, nella piattaforma Sfinge sono state inserite 190 pratiche, 152 riguardano famiglie e 38 riguardano imprese.

"La macchina delle perizie sta ingranando - sottolinea Lattuca - 48 pratiche sono state ritirate per alcuni errori da correggere e in 18 casi sono state ripresentate. L'aspetto importante è che 44 pratiche hanno passato il vaglio del Comune, ma anche quello della Struttura commissariale, significa che c'è il via libera al risarcimento, in totale sono stati riconosciuti 1,3 milioni di euro di danni in totale, e la metà è già stato erogato".

Il sindaco spiega il meccanismo. "Quando la struttura commissariale ritiene congrua la richiesta di risarcimento eroga la metà dell'importo, e la restante metà viene data solo a lavori eseguiti". Sul problema del credito d'imposta: "Sarebbe importante riconoscerlo perché consentirebbe al cittadino danneggiato dall'alluvione di andare in banca per ottenere subito anche l'altra metà, la banca poi incasserebbe nel tempo dallo Stato quanto ha anticipato. Purtoppo manca ancora il decreto del Mef". dice Lattuca.

Ma il tema caldo è quello del rimborso dei beni mobili alluvionati: "E' assurdo - attacca il sindaco - l'immagine di questa alluvione è rappresentata proprio dai tanti beni mobili accatastati fuori dalle case in quei giorni drammatici, è passato un anno e ancora non c'è l'ok per il risarcimento dei beni mobili. Una cosa è certa - incalza Lattuca - 5mila euro per noi non sono abbastanza, è giusto che si faccia una standardizzazione, ma 5mila euro sono pochi, questo risulta evidente".

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