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Il primo freddo è arrivato, ecco da quando è possibile accendere il riscaldamento

Dal 15 ottobre è scattata la possibilità di accendere gli impianti di riscaldamento, ma non per tutti. Le regole per l’accensione dei termosifoni variano a seconda della città di residenza

L'Italia è divisa in zone climatiche con diverse date per l'accensione del riscaldamento centralizzato. L'accensione della caldaia del condominio è regolamentata dalla legge 10-1991 che definisce quando si può accendere il riscaldamento centralizzato in base alla zona climatica di residenza. Per esempio nel Nord Italia i caloriferi si possono accendere a partire da giovedì 15 ottobre, nel più caldo Sud Italia la data è fissata a domenica 15 novembre. Così come la data di accensione anche le ore di attività delle caldaie sono definite per legge a seconda delle fasce climatiche. Di norma gli impianti vanno accesi dopo le cinque del mattino e spenti entro le 23. 

Le zone climatiche sono 6 (dalla lettera A alla lettera F): nella A ci sono le isole a sud della Sicilia, come Lampedusa, nella B molti comuni della Sicilia e così via. Man mano che si 'sale', aumenta la forbice di tempo nel quale è possibile mantenere il riscaldamento acceso. Diversamente da quanto si potrebbe pensare, Forlì-Cesena non è inserita nella stessa zona climatica di Rimini e Ravenna. Queste ultime due, infatti, sono inserite nella fascia climatica "E" che permette, salvo eccezioni, l'accensione dei termosifoni dal 15 ottobre al 15 aprile per 14 ore al giorno. Forlì è invece inserita nella fascia D (dal 1 novembre al 15 aprile, ma per 12 ore al giorno). Per legge non è possibile superare i 20 gradi centigradi, ma sono previsti due gradi di tolleranza all'interno delle abitazioni, delle scuole e degli uffici.

Le fasce climatiche

Zona climatica A
dal 1 dicembre al 15 marzo, per 6 ore al giorno (Comuni di Lampedusa e Linosa; Porto Empedocle)

Zona climatica B
dal 1 dicembre al 31 marzo, per 8 ore al giorno (Agrigento; Catania; Crotone; Messina; Palermo; Reggio Calabria; Siracusa; Trapani)

Zona climatica C
dal 15 novembre al 31 marzo, per 10 ore al giorno (province di Imperia; Latina; Bari; Benevento; Brindisi; Cagliari; Caserta; Catanzaro; Cosenza; Lecce; Napoli; Oristano; Ragusa; Salerno; Sassari; Taranto)

Zona climatica D
dal 1 novembre al 15 aprile, per 12 ore al giorno (Genova; La Spezia; Savona; Forlì; Ancona; Ascoli Piceno; Firenze; Grosseto; Livorno; Lucca; Macerata; Massa C.; Pesaro; Pisa; Pistoia; Prato; Roma; Siena; Terni; Viterbo; Avellino; Caltanissetta; Chieti; Foggia; Isernia; Matera; Nuoro; Pescara; Teramo; Vibo Valentia

Zona climatica E
dal 15 ottobre al 15 aprile per 14 ore al giorno (province di Alessandria; Aosta; Asti; Bergamo; Biella; Brescia; Como; Cremona; Lecco; Lodi; Milano; Novara; Padova; Pavia; Sondrio; Torino; Varese; Verbania; Vercelli; Bologna; Bolzano; Ferrara; Gorizia; Modena; Parma; Piacenza; Pordenone; Ravenna; Reggio Emilia; Rimini; Rovigo; Treviso; Trieste; Udine; Venezia; Verona; Vicenza; Arezzo; Perugia; Frosinone; Rieti; Campobasso; Enna; L'Aquila e Potenza)

Zona climatica F
non ci sono limitazioni di tempo né orario (province di Cuneo, Belluno e Trento)


Riscaldamenti autonomi

Per gli impianti di riscaldamento autonomi non esiste nessun tipo di restrizione, quindi possono essere azionati in qualunque momento e secondo le varie esigenze. Chi invece abita in edifici dotati di impianti di riscaldamento centralizzati dovrà attenersi alle date stabilite dalle Regioni e che variano a seconda della zona climatica di riferimento.

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