Domenica, 21 Luglio 2024

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Redazione

"Vuole la fattura?"

vignetta bruno olivieri(2)-2Non ricordo quante volte da bambino mia madre mi abbia portato dal dentista, anzi dai dentisti. Ricordo bene però che, al momento di saldare il conto, puntualmente salato, con invidiabile naturalezza la segretaria di turno le illustrava le due opzioni di pagamento: con fattura o senza fattura. “Con la fattura sono 100 mila, senza la fattura sono 80 mila”, era l’espressione tipica. Insomma, una proposta di evasione fiscale alla luce del sole.

La settimana scorsa andai a trovarla e, in previsione dell’uscita di questo post, feci ricorso alla sua memoria di ferro chiedendole: “Mamma, ti ricordi quando mi portavi dal dentista? Ti ricordi quando ti chiedeva se volevi la ricevuta?”. “Certo che mi ricordo”, mi rispose “ed è ancora così da chiunque vada. L’ultima volta, l’assistente alla poltrona (che si occupa pure dei pagamenti…), mi ha chiesto con assoluta naturalezza: «Deve scaricare?», come se ti volesse fare un favore, scaricando peraltro su di te la responsabilità di decidere se evadere o meno. È il colmo!”. Il resto della loro conversazione è facilmente intuibile. Così gli specialisti nella Bassa veronese si sono succeduti e moltiplicati, ma la dinamica è rimasta invariata: la regola è evadere, l’eccezione è ottenere la ricevuta. Uno stravolgimento della legge, divenuto prassi in un territorio considerato strategico nell’economia veneta e nazionale. Figurarsi nel resto del Paese! Storia di un’anomalia divenuta normale…

Ora, nell’ottica del comune contribuente, la domanda giunge tutto sommato gradita, poiché fornisce un’alternativa, la possibilità di farsi rapidamente due conti e quantificare un risparmio. Ma nell’ottica dell’equità fiscale collettiva questa dinamica sconquassa il bilancio della Pubblica amministrazione, locale o centrale. Con effetti di cui siamo tutti a conoscenza. Cosa fare? Di nuovo, la risposta è compiere il proprio dovere di cittadino: pagare le tasse e denunciare gli illeciti all’Autorità competente! “There is no alternative!”, avrebbe detto Margaret Thatcher, felicemente abbreviato in T.I.N.A. dalla stampa. Smettiamola quindi di autogiustificarci quando ci fa più comodo o di scegliere i compromessi fiscali più convenienti. Paghiamo queste benedette tasse e facciamole pagare!

Vi è rimasta un’impellente curiosità? Vorreste una confessione? Siccome credo che agire in prima persona significhi esporre se stessi o i propri cari, posso affermare che io mi faccio rilasciare sempre la ricevuta, mia madre no. A differenza di me, però, ogni volta che lei passa davanti alla lussuosa villa del suo dentista, non può fare a meno di ripensare alla propria complicità e provare un sottile senso di ingiustizia.

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