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Redazione

Specchio, specchio delle mie brame...

I farmaci si comprano su eBay, le diagnosi si fanno in poliambulatori privi di autorizzazioni sanitarie e così una persona è morta e due sono state salvate sull'orlo del precipizio. Che il fatto sia accaduto a Barletta non esclude che l'Italia intera ci sembri preda di due gravi "patologie": una economica e una psicologica.

La patologia economica comporta la vittoria della logica del profitto sulla logica della salute. L'importante è comprare a poco e vendere a molto, l'importante è far apparire dal nulla un bisogno per piazzare il farmaco o il prodotto rispondente a quel bisogno, l'importante è acchiappare il cliente convincendolo che così com'è non va affatto bene e che per essere adeguato (adeguato a che cosa? adeguato a chi?) ha bisogno di quella sostanza o di quell'intervento.

La patologia psicologica comporta l'accettazione passiva, da parte di una stragrande maggioranza delle persona, dei canoni di bellezza, di efficienza e di femminilità o mascolinità proposti dalle pubblicità e da chi le governa.

La bellezza, la magrezza, la cellulite, l'alimentazione, le intolleranza, le vampate di calore, i problemi intestinali, in sostanza il nostro intero corpo costituisce, sotto varie forme, il terreno ideale in cui queste patologie, quella economica e quella psicologica, attecchiscono all'unisono. Così la cellulite diventa una malattia, la bellezza richiede una quantità infinita di prodotti, la magrezza è il canone propinato in ogni salsa e va perseguito con l'aiuto di prodotti e sostanze dalle più svariate origini.

Così la nostra attuale educazione alimentare è affidata sostanzialmente ai mass media che ci propinano due scuole di pensiero e due tipologie di trasmissioni e di spot pubblicitari: da una parte quella che ci propone cibi squisiti, naturali, fatti con le ricette di una volta e dall'altra quella di una scrupolosa attenzione alle calorie, ai cibi grassi, alle cose che fanno male proprio perché sono tanto buone. E come per il gioco d'azzardo pubblicizzato ovunque a gran voce, ma con l'apposita frase finale: "gioca con moderazione!?", tanto per salvare le apparenze.

Nelle antiche favole la strega cattiva domandava allo specchio: "Specchio, specchio delle mie brame dimmi chi è la più bella del reame?" e si sentiva rispondere, senza tanti peli sulla lingua, la pura e semplice verità. Oggi tutti noi, uomini e donne, continuiamo a chiederci se siamo belli, se andiamo bene, ma lo specchio a cui lo domandiamo è stato sponsorizzato da una strega profittatrice che vuole usare i nostri dubbi per i propri interessi.
A questo punto propongo che per fregare la vecchia strega proviamo tutti a cambiare la domanda: "Specchio, specchio delle mie brame possiamo accettarci per quello che siamo!?"  

Stefano Pasqui
 

Specchio, specchio delle mie brame...
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