Martedì, 18 Maggio 2021
Salute

Tutto quello che c'è da sapere sulla tosse: come si riconosce quella da Covid

In prima battuta va fatta una distinzione nella durata di questa affezione. Le forme acute di tosse durano solitamente meno di 3 settimane e sono riconducibili principalmente ad eventi infettivi di tipo virale

La tosse è un disturbo, che mai come in questo periodo, può destare preoccupazione. Le tipologie e le cause della tosse sono molteplici e il dottor Alessandro Zanasi, presidente dell’Associazione Italiana Studio Tosse, ci ha permesso di effettuare un'analisi specifica, dando indicazioni anche sulla 'tosse da Covid', che è quella che spaventa maggiormente in questo periodo.
 

Durata della tosse
In prima battuta va fatta una distinzione nella durata di questa affezione. Le forme acute di tosse durano solitamente meno di 3 settimane e sono riconducibili principalmente ad eventi infettivi di tipo virale (come l’influenza o il raffreddore stagionali), mentre si parla di tosse cronica quando il sintomo dura nel tempo ed è riconducibile, nella maggioranza dei casi, ad asma, patologie otorinolaringoiatriche come sinusiti, laringiti o faringiti e a reflusso gastroesofageo. La tosse “che non passa mai” e della quale non si trova la causa viene definita “tosse idiopatica”. Recenti studi hanno ricondotto questo tipo di tosse a una “sindrome da ipersensibilità” ovvero una predisposizione dei recettori della tosse del soggetto a reagire in maniera esagerata a stimoli irritanti, infettivi, chimici e fisici. “Solitamente chi ne è affetto lamenta tosse secca e stizzosa, associata a prurito alla gola ed è sovente scatenata dal parlare, dal ridere, dai cambiamenti di temperatura o da odori o profumi intensi – spiega Zanasi –. Si tratta della forma di tosse più difficile da inquadrare e da trattare”.

Tosse da Covid-19
La tosse è uno tra i sintomi caratteristici dell’infezione da SARS-CoV-2. Si presenta come secca e persistente, di tipo irritativo. Non si differenzia rispetto alla tosse che compare in presenza di molti altri virus respiratori e per riconoscerla è necessaria un’accurata anamnesi del paziente, con una attenta valutazione dei sintomi specifici, ma la conferma però si ha solo tramite il tampone orofaringeo. Negli adulti compare solitamente dopo la febbre, un campanello d’allarme che si manifesta nei primi giorni dopo l’incubazione, mentre nei bambini è meno frequente. Tuttavia, la tosse potrebbe persistere anche dopo la guarigione: il Covid-19 può infatti lasciare strascichi sintomatici anche quando il paziente non è più infetto nel 30-40% dei casi. Tosse, stanchezza, problemi cardiaci, difficoltà respiratoria, ansia e insonnia sono le problematiche a lungo termine più frequenti nei pazienti che hanno contratto il Coronavirus.

Quando la tosse è un disagio sociale diffuso
La tosse, oltre ad incidere sulla salute fisica del soggetto, costituisce anche una problematica sociale che genera disagio e imbarazzo. Chi ne soffre in maniera acuta o cronica subisce questa influenza negativa quotidianamente, durante le attività sociali più comuni, come ad esempio durante la proiezione di un film, a teatro o quando si sta in compagnia, o ancora durante una telefonata. Riduce la qualità del sonno, può essere causa di varie complicanze come incontinenza urinaria, fratture costali, aritmie e innescare preoccupazione ed ansia.

Tosse di orogine nervosa
Una forma particolare di tosse è quella di origine nervosa, rara nell’adulto, presente nel 5-8% dei bambini, spesso espressione di un disagio psicologico a livello familiare o scolastico. Una valutazione specialistica consente di escludere eventuali problematiche organiche.

Diagnosi
Un aspetto da non ignorare è la tendenza delle cure “fai-da-te”: l’automedicazione porta spesso ad un abuso di farmaci che non sempre sortiscono l’effetto curativo sperato, ma possono indurre effetti indesiderati. Per un inquadramento clinico-anamnestico del fattore scatenante della tosse è necessario adottare un protocollo multidisciplinare volto ad individuare il percorso più idoneo per il singolo paziente. Oltre alla visita specialistica iniziale, possono essere necessari l’esame radiologico del torace e l’esame spirometrico. A questi test diagnostici di primo livello, se si rendesse necessario, possono seguire eventuali approfondimenti come TC del torace, TC del massiccio facciale, gastroscopia, broncoscopia.

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