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Smart working anche per i lavoratori del trasporto pubblico, Start Romagna ascolta i dipendenti

Dei 950 dipendenti di Start Romagna, esclusi personale viaggiante e operativo, sono circa 150 i lavoratori che possono utilizzare la modalità di lavoro a distanza

Dei 950 dipendenti di Start Romagna, esclusi personale viaggiante e operativo, sono circa 150 i lavoratori che possono utilizzare la modalità di lavoro a distanza che già prima della pandemia, con un progetto sperimentale avviato nel 2016 e oggetto di un accordo sindacale del 2018, l’azienda romagnola del trasporto pubblico aveva avviato.

Da marzo a dicembre 2020 il ricorso allo smart working è stato massiccio: sono state 14.390 le giornate lavorate da remoto, un dato rilevante e un’esperienza significativa che ora guarda al futuro. E’ stato effettuato un programma di formazione riservato alle figure professionali aziendali che nel loro settore sono chiamate ad organizzare il lavoro in smart working; sono stati allestiti luoghi di coworking per i lavoratori che rientrano in Aziende nelle turnazioni.

Per orientarsi nella scelta della strada da percorrere Start Romagna ha avviato anche un’indagine interna a cui hanno risposto oltre 100 dipendenti. Il giudizio complessivamente positivo e il suggerimento di non abbandonare l’esperienza una volta superata l’emergenza sanitaria, seppur prevedendo un sistema misto che veda alcune giornate in presenza per mantenere relazioni con i colleghi e quel senso di squadra che richiede anche momenti di contatto fisico, incoraggia l’azienda a procedere sul percorso intrapreso.

La risposta dei lavoratori

Un questionario anonimo è stato compilato da oltre 100 fra lavoratrici e lavoratori. Larga maggioranza per chi ha risposto di essere riuscito a conciliare lavoro e famiglia (84%), qualche difficoltà per il 15% dei rispondenti. Il 38% ha tratto maggiori motivazioni lavorative e sostanzialmente lo smart working non ha inciso sulla chiarezza di compiti e obiettivi (84%).

Giudizio positivo sulle dotazioni tecnologiche rese disponibili (82%). Sui carichi di lavoro: per il 62% è invariato, per il 36% aumentato, per il 2% diminuito.

In ogni caso, rispetto alle aspettative, l’80% dei rispondenti le ha definite soddisfatte (65%) o migliori (24%).

Sui fattori rilevanti per un giudizio complessivo, alla flessibilità si aggiunge il timore di un ‘isolamento’ dal contesto lavorativo.

Indicazioni importanti di cui l’Azienda terrà certamente conto, è quella di prevedere per il futuro un sistema misto nel quale si alternino giornate in smart working e giornate in presenza.

A supporto di questa scelta anche la riconosciuta qualità della strumentazione messa a disposizione del personale, composta da un kit che comprende pc portatile, microfono, webcam, casse, licenze Microsoft Office e collegamento internet veloce. Alla strumentazione si affianca anche una formazione che mira a: diffondere modalità di lavoro e stili manageriali orientati ad una maggiore autonomia e responsabilità delle persone, sviluppo di una cultura orientata ai risultati; rafforzare la cultura della misurazione e della valutazione della performance; valorizzare le competenze delle persone e migliorare il loro benessere organizzativo; promuovere l’inclusione lavorativa di persone in situazione di fragilità permanente o temporanea; promuovere e diffondere le tecnologie digitali; riprogettare gli spazi di lavoro; contribuire allo sviluppo sostenibile del territorio di riferimento.

“Il lavoro in smart working, se organizzato responsabilizzando la persona, lavorando per obiettivi, favorendo un miglior rapporto vita privata/lavoro, rappresenta, quando possibile, un progetto in cui Start Romagna crede fortemente – spiega il presidente di Start Romagna Roberto Sacchetti -. I nuovi piani per la mobilità non potranno prescindere inoltre da scelte di lavoro a distanza, su cui i mobility manager, che con decreto del maggio 2021 diventano obbligatori per le aziende con oltre 100 dipendenti, faranno affidamento per ridurre il traffico a favore dell’ambiente e rivedere la pianificazione del Trasporto pubblico”.

“La necessità imposta dalla pandemia, il dover tutelare velocemente la salute e l’incolumità del personale, tra cui quello amministrativo-tecnico ed in staff – il commento di Giampaolo Rossi, Direttore Generale di Start Romagna - ci ha imposto di trovare soluzioni ‘remotizzate’ di lavoro. Di settimana in settimana, queste scelte si sono rivelate vincenti, stimolanti ed altamente performanti. Start Romagna, anche in zona rossa, ha sempre garantito la funzionalità del servizio. Via via questo modo di lavorare ha fatto superare diffidenze, reciproci disallineamenti di approccio ai problemi ed alle pratiche, sino a diventare una modalità che possiamo definire a ‘dispersione di tempo’ sostanzialmente nulla. Ora, abbiamo trovato soluzioni tecnologiche, logistiche ed ergonomiche tali da adottare lo smart working come la nuova modalità lavorativa in Start Romagna. La prolungata prova di lavoro e la sua tenuta ci rassicurano: Start Romagna è in grado di affrontare e sopportare eventi emergenziali”.
 
 

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