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Martedì, 21 Maggio 2024
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Mattarella rende omaggio al gambettolese Luciano Lama: "Affrontò il terrorismo con fermezza"

"Ricordare nel centesimo anniversario della nascita Luciano Lama significa richiamare la figura di un leader tra i più prestigiosi del movimento sindacale italiano"

Gambettola ha reso omaggio ad un cittadino illustre, Luciano Lama, in occasione del centenario dalla nascita. Sindacalista, politico e partigiano italiano, è stato il segretario della Cgil dal 1970 al 1986, ma anche vicepresidente del Senato sotto la presidenza di Giovanni Spadolini dal 1987 al 1994.

L'associazione Luciano Lama insieme alla Fondazione Giuseppe Di Vittorio con il patrocinio del Senato della Repubblica, in occasione del centenario della nascita, ha commemorato Lama con il convegno "Luciano Lama, uomo del sindacato e delle istituzioni" che si è svolto a Roma. Presente una delegazione della Provincia di Forlì-Cesena composta dal presidente dell'associazione Valter Bielli, dalla segretaria della Cgil di Cesena Silla Bucci, dalla segretaria della Cgil di Forlì Maria Giorgini e dal sindaco di Gambettola Maria Letizia Bisacchi.

"Ricordare nel centesimo anniversario della nascita Luciano Lama - ha scritto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un messaggio al presidente della fondazione Di Vittorio Fulvio Fammoni - significa richiamare la figura di un leader tra i più prestigiosi del movimento sindacale italiano, un parlamentare autorevole, un sindaco amato dai suoi concittadini".

"Giovane partigiano - ha proseguito Mattarella - ha partecipato alla Liberazione dal nazifascismo. Nel sindacato si è battuto per i diritti del lavoro, per una società più equa e giusta, per la difesa delle istituzioni democratiche. Il sindacato, come più volte egli stesso ha sottolineato, è stato la sua scuola di vita e una scuola di democrazia".

"Luciano Lama ha affrontato a viso aperto il terrorismo che cercava di mettere radici nelle fabbriche e nell'insediamento della sinistra. La sua fermezza ebbe per lui costi personali, che non esitò mai ad affrontare in nome di un bene comune superiore: la salvaguardia della democrazia e della Costituzione. Il suo nome, a buon diritto, è collocato tra artefici della democrazia Repubblicana", ha concluso il presidente della Repubblica.

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