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Domenica, 22 Maggio 2022
Animali Cesenatico

Gabbiano reale, piano di controllo della Regione: tra i rimedi non cruenti dissuasori acustici o a forma di sagoma

L’assessore Mammi: “Il Piano di contenimento, già pronto, è stato concordato con Upi ma necessita di alcune integrazioni che Ispra ha successivamente richiesto

 ?La questione della presenza massiccia dei gabbiani reali sul litorale e nelle città di costa è ben chiara alla Regione che nel 2021 ha predisposto un piano quinquennale di mitigazione degli impatti e dei conflitti con la cittadinanza molto dettagliato per ridurre e cercare di risolvere il problema in modo non cruento?. Così l?assessore regionale all?Agricoltura Alessio Mammi interviene sull?allarme lanciato nei giorni scorsi dai sindaci dei Comuni di Cervia e Cesenatico preoccupati dalla proliferazione dei gabbiani con conseguenti disturbi ai cittadini e timore da parte degli operatori turistici, in vista della stagione estiva.

?Il Piano regionale- prosegue Mammi- riguarda i territori della costa romagnola, vale a dire le province di Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, ed è stato predisposto tenendo conto delle necessità degli enti locali e in collaborazione con l?Unione Province Italiane. A novembre 2021 l?Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) del Ministero dell?Ambiente non ha rilasciato parere favorevole e ha richiesto specifiche integrazioni alle quali i Servizi regionali stanno lavorando. Per tale ragione- chiude l?assessore- sarà avviato un ulteriore dialogo con Ispra per giungere a un documento tecnicamente condiviso, che possa essere approvato prima della stagione estiva?.

Il piano

La Regione fornisce alle amministrazioni comunali interessate alla gestione del problema in ambito urbano, lo strumento con cui poter intervenire da un punto di vista operativo, aiutandole ad individuare le possibili procedure da mettere in atto nelle differenti situazioni.

Complessivamente sono indicati metodi ecologici non cruenti di prevenzione e dissuasione rispetto alla presenza degli uccelli nelle città. Tra questi, i dissuasori acustici o a forma di sagoma, la riduzione degli spazi riproduttivi quali i siti di nidificazione e delle risorse alimentari (dai rifiuti urbani che vanno resi sempre più inaccessibili agli scarti di mercato o della lavorazione del pesce).

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