Sequestro della E45, i cesenati: "Se doveva essere come a Genova, meglio chiuderla"

Un coro unanime dai cittadini: "Prima la sicurezza ma manca un Piano B sulla viabilità alternativa"

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E' un coro unanime quello che proviene dai cittadini, sul sequestro di un pezzo della E45, a causa del viadotto del "Puleto", nel comune di Pieve Santo Stefano, che la magistratura di Arezzo ha giudicato "a rischio crollo con criticità estrema". Un tratto di superstrada a cavallo tra Romagna e Toscana, tra le province di Forlì-Cesena e Arezzo, un blocco totale che sta causando tanti disagi ad attività economiche, lavoratori e studenti della Valle del Savio e dell'Alta Valle del Tevere. Nelle aree di servizio al confine tra Romagna e Toscana è tutto fermo e l'atmosfera è spettrale. Disagi inevitabili, a quanto pare, per i cesenati, il ricordo della tragedia del ponte di Genova è ancora fresco. "Il sequestro è stato necessario, non si può sempre aspettare il morto, ma bisognava prevedere un percorso alternativo, un piano B", i cittadini non hanno dubbi ma sottolineano quanto sia grave "l'abbandono della statale Tiberina 3bis che poteva essere usata come alternativa in una situazione di emergenza".

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