A Cesenatico la terza edizione della Scuola di Politiche, Enrico Letta: "Indagheremo sul senso della storia"

Il fondatore della Scuola, Enrico Letta, ha accolto i giovani partecipanti dicendo che le istituzioni sono invecchiate e che il lavoro di SdP serve anche a capire come renderle più accoglienti

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Cesenatico ospita la terza edizione della Summer School di Scuola di Politiche: “Il moto irresistibile della storia” è il titolo tratto dalle parole con cui Aldo Moro descriveva gli eventi del 1968, anno che segnò un mutamento profondissimo della società occidentale. Il fondatore della Scuola, Enrico Letta, ha accolto i giovani partecipanti dicendo che le istituzioni sono invecchiate e che il lavoro di SdP serve anche a capire come renderle più accoglienti e ha concluso: “Noi dobbiamo prendere il testimone e cederlo a qualcuno dopo di noi, questo è il senso della vita. Se lo perdiamo, perdiamo il senso della storia, che è riconnettere presente, passato e futuro.  Oggi più che mai questo è il messaggio da trasmettere ai giovani. Nella politica attuale, infatti, tutti pensano di essere unici e insostituibili. Invece la storia ci insegna che per fare del bene al nostro Paese bisogna avere il senso del testimone che si passa, bisogna mettere il proprio ego in secondo piano rispetto agli interessi delle persone".

A seguire, il saluto del direttore SdP, Marco Meloni, che ha sottolineato la missione della Scuola. “La risposta ai distruttori – ha detto Meloni - sono i giovani, che con la loro energia possono essere i veri motori del cambiamento e connettersi con le forze positive della società. La Scuola di Politiche cercherà di sostenere sempre più la capacità dei giovani italiani, agenti del cambiamento e portatori di valori positivi, capaci di sconfiggere i politici della paura e della distruzione”. Il primo intervento della giornata è stato quello dell’amministratore delegato di Invitalia, Domenico Arcuri, che in un intervento dal titolo “Sviluppo del Paese e Capitale Umano” ha raccontato che sono tre i problemi fondamentali che l’Italia deve affrontare per avvicinare e fare dialogare capitale umano e sviluppo: il gap infrastrutturale, la valorizzazione della sua bellezza, il sostegno dell’offerta produttiva. L’Italia è un Paese straordinario, pieno di talento, entusiasmo e abilità, ma non sempre talento e abilità vengono messe in condizione di estrinsecare tutte le loto potenzialità. Dobbiamo costruire una relazione più lineare, meno filtrata e ostacolata tra sviluppo e capitale umano.

Il secondo intervento è stato quello di Amalia Ercoli Finzi, professore Emerito di Meccanica Aerospaziale che ha entusiasmato la platea con “Volare Alto”, in cui ha raccontato la sua esperienza di donna e scienziata: “Voglio parlare di due cose: di donne e di spazio. C’è una differenza fondamentale tra gli uomini e le donne, e per fortuna. Gli uomini sono più portati al ragionamento logico e lavorano molto sulle sensazioni, mentre le donne sul sentimento e le intuizioni. Perciò, se c’è bisogno di donne in una società è proprio la società di oggi”. La direttrice di Euromedia Researh, nella sua analisi del 2018 “Zeitgeist 2018…” ha evidenziato come “C’è stato un cambiamento forte tra una politica con ideologia e una nuova politica: de-ideologizzata…Nel passaggio tra il 2017 e 2018 la politica è diventata una sorta di muro, la gente ha smesso di recepire la responsabilità del politico e ha abbracciato l’onda che poi ha coinvolto il voto: spazziamo via tutto, procediamo al cambio totale”. La giornata si è conclusa con l’omaggio ad Aldo Moro con Marco Damilano e il suo spettacolo “Un atomo di verità”.

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