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Scommesse della camorra su Pantani, le intercettazioni. De Zan: "La più grande porcata nel mondo dello sport"

“Tutta la verità - Giallo Pantani" è il titolo di uno speciale tv sul grande ciclista romagnolo. Un racconto che parte dai trionfi fino alle indagini sulla camorra riguardanti il Giro d’Italia del 1999

 

“Tutta la verità - Giallo Pantani" è il titolo di uno speciale tv sul grande ciclista romagnolo. Un racconto che parte dai trionfi fino alle indagini sulla camorra riguardanti il Giro d’Italia del 1999 per arrivare alla sua morte a Rimini nel 2004. Il documentario va in onda giovedì alle 21.25 su NOVE (digitale terrestre, canale 9; Sky, canale 149; tivùsat, canale 9). L'opera di Cristiano Barbarossa e Fulvio Benelli punta in particolare sulle ormai famose intercettazioni secondo cui la Camorra, con un giro di scommesse clandestine, aveva "deciso" che il Pirata avrebbe dovuto perdere il Giro d'Italia del 1999. La questione, partita dalle rivelazioni del celebre criminale Renato Vallanzasca, fu approfondita dalla Procura di Forlì, che però giunse all'archiviazione del procedimento penale.

Nel primo estratto da “Giallo Pantani” in onda questo giovedì 2 maggio alle 21.25 su NOVE all’interno del programma “Tutta la Verità” di Cristiano Barbarossa e Fulvio Benelli, sarà sentita l’intercettazione di un camorrista che parla con la figlia  su come la camorra avrebbe fatto perdere il Giro d’Italia al campione romagnolo estromettendolo dalla gara con l’alterazione delle provette. Vediamo anche le reazioni all’ascolto di questa telefonata - una delle caratteristiche del format - di Davide De Zan, noto giornalista sportivo, Tonina Belletti, madre di Pantani, e di altri intervistati. Nella clip inoltre vengono spiegati dal Dr. Massimo Locatelli, Direttore del reparto di Ematologia del “San Raffaelle” di Milano, le anomalie relative ai valori dell’ematocrito e delle piastrine, nei tre prelievi ravvicinati fatti dal Pirata, da ultimo quelle effettuato in una struttura pubblica dell'ASL di Imola. Per il medico Marco Pantani “doveva essere fatto correre senza nessun problema” e non doveva essere sospeso del Giro d’Italia. Davide De Zan rincara la dose: “I numeri non mentono, qual giorno a Campiglio è stata messa in atto la più grande porcata nel mondo dello sport”

In uno dei due punti nodali del documentario l’aspetto ematologico legato al prelievo fatto a Pantani durante il Giro d’Italia è di fondamentale importanza. Il Pirata ha 48% di ematocrito la sera prima, dato che effettuava dei check periodici. Ma la mattina, nel momento in cui gli viene fatto il prelievo del sangue dagli ispettori nell’ambito dei controlli dell’ematocrito, ha 53,2%, quindi oltre il 50% previsto per la tutela della salute degli atleti. Il problema è che alcune ore dopo dello stesso giorno Pantani, facendo un prelievo presso una ASL di Imola ha 47,6%. Difficile pensare che il prelievo di una ASL non sia attendibile, anche perché è in linea con il check fatto la sera prima. Questo sali e scendi in così poche ore è plausibile dal punto di vista ematologico? E’ uno degli interrogativi medico scientifici che il documentario si pone. Inoltre a Madonna di Campiglio alle 7.46 del mattino Marco ha 117.000 piastrine, ed è un atleta in piena salute in testa al Giro d’Italia, mentre poche ore dopo presso l’ASL di Imola  il suo prelievo del sangue registra 162.000 piastrine. Questi dati sono compatibili? In molti hanno ipotizzato lo spettro della deplasmazione.

Sicuramente le intercettazioni  – contenute nel programma – nelle quali si ascolta un camorrista parlare con la figlia e confermare che la camorra ha manomesso le provette per far perdere il Giro a Pantani, gettano una luce sinistra sulla sospensione del Pirata dal Giro del 1999. Il motivo? Dai verbali d’indagine emergono delle testimonianze che  si concentrano sul volume di scommesse di quel Giro e sul fatto che qualora fosse stato vinto da Pantani “molte persone sarebbero finite  in mezzo alla via”. Tutti elementi confermati dal boss della mala milanese Renato Vallanzasca, avvicinato da un camorrista in carcere che gli consigliava di scommettere su Pantani perdente “tanto il pelatino non lo fanno arrivare alla fine del Giro”. L’altro aspetto preso in esame dallo speciale, confrontando le varie perizie legate alla riapertura delle indagini, è quello legato alla morte di Marco.  Nello speciale sono intervistati anche Davide De Zan, di Sport Mediaset, Gianni Mura di Repubblica, Philippe Brunel de L’Equipe, oltre a Tonina Belletti, madre di Marco e molte delle persone che gli sono state vicine nel corso della sua vita.

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