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Insulti razzisti alla squadra dei profughi: "Nel 2018 certe cose non devono accadere"

 

Sono tante le città della Romagna che hanno deciso di formare delle squadre di calcio 'ingaggiando' richiedenti asilo ospiti nei centri d'accoglienza. Ma dietro a quello che è un bellissimo progetto d'integrazione, a volte purtroppo si nascondono problemi che troppo spesso vengono accettati a testa bassa da questi ragazzi. E' quanto denuncia Alpha Alhadi Koina, 29enne originario del Mali e dottorando di Geopolitica e relazioni internazionali all'Università di Pisa, che da un anno e mezzo abita in un centro d'accoglienza di Cervia dove presta la sua attività come consulente legale e dove i profughi hanno dato vita alla squadra di calcio 'Iride', formata da ragazzi tra i 20 e i 25 anni che provengono da Nigeria, Gambia, Senegal, Bangladesh e Pakistan.

"Domenica mattina ho accompagnato i ragazzi della squadra a una partita in un centro sportivo di Castiglione di Cervia, dove affrontavamo il Sala Csi - racconta Alpha - Stavo facendo un video in diretta su Facebook, quando il portiere della squadra avversaria ha urlato "Questi negri di merda giocano così tutte le volte". Sono rimasto a bocca aperta, gli ho dato del razzista ma lui ha fatto finta di niente". Nel video girato dal 29enne, infatti, si sente una voce urlare l'insulto, tanto che Alpha a un certo punto perde la pazienza rispondendogli a tono. "Una ventina di minuti dopo, all'insulto razzista si sono aggiunti due tifosi della squadra rivale, che hanno urlato altre incitazioni all'odio - prosegue Alpha - In quel momento non stavo riprendendo, ma i tifosi hanno proferito altri insulti riferendosi a certe aggressioni nei confronti degli afroamericani avvenute negli Stati Uniti", continua a raccontare il dottorando, che dopo il triste episodio ha subito avvisato il presidente e il dirigente della cooperativa che gestisce il centro d'accoglienza.

Purtroppo quelli di domenica non erano i primi insulti che i giovani dell'Iride, che vivono in Italia da più di un anno, ricevono gratuitamente: "Ho parlato con i ragazzi e mi hanno detto che episodi simili si sono verificati anche con altre squadre - spiega Alpha - Loro lo banalizzano, dicono che la società è così, che non possono farci niente e che gli italiani sono tutti razzisti. Io non la penso così: credo che certe cose non debbano più esistere e che sia necessario denunciare cose come questa. E allo stesso tempo non penso che tutti gli italiani siano razzisti: da noi in Africa si dice 'Un albero che cade fa più rumore di una foresta che cresce'. Ecco, credo sia giusto denunciare questi 'alberi', perchè non credo che tutta la 'foresta' di italiani sia razzista. Siamo stati feriti nell'anima, e credo sia giusto che la popolazione sia cosciente di queste cose, che non dovrebbero esistere nel 2018".

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