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La fontana Masini "maltrattata": quando è difficile contrastare la maleducazione

Sono numerose le persone, a volte anche turisti, che si siedono sopra come fosse una qualunque panchina, o che buttano le sigarette dentro l'acqua o fuori, sulle scale, come fosse un cestino dei rifiuti

 

Bella, di grande impatto visivo, la fontana Masini, che ha visto zampillare l'acqua la prima volta nel 1591, più che imponente è elegante. E' anche il monumento che, insieme al Ponte Vecchio, viene riconosciuto come uno dei più caratteristici di Cesena. Ma da qualche anno, vista la maleducazione delle persone che frequentano e utilizzano piazza del Popolo, è oggetto di un degrado che rischia di comprometterne lo stesso valore artistico.

L'amministrazione comunale, proprio in questi giorni, ha voluto metterci un freno facendo una campagna informativa e fissando cartelli indicanti le norme del buon cittadino, ovvero le indicazioni per mantenere e rispettare un monumento così importante. Dovrebbero fungere da deterrenti. Ma quello che viene da chiedersi è se serviranno veramente oppure la gente continuerà a vivere la fontana come qualcosa di scontato e di poco valore? Difficile da dirsi ma del resto cos'altro si può fare? Farne una copia e mettere l'originale in un museo, com'è stato fatto col David di Michelangelo? Recintarla per renderla inavvicinabile?  I monumenti sono parte della città e, come sostiene anche la Sovrintendenza, è importante rendere libera la loro fruizione ai cittadini. E' anche vero che in alcuni casi la fontana Masini più che fruita viene maltrattata.

Sono numerose le persone, a volte anche turisti, che si siedono sopra come fosse una qualunque panchina, o che buttano le sigarette dentro l'acqua o fuori, sulle scale, come fosse un cestino dei rifiuti. Vengono lasciati a terra anche parte di oggetti utilizzati al mercato, come pezzi di grucce per abiti o fazzoletti di carta utilizzati per soffiarsi il naso. Insomma non è sicuramente facile contrastare la maleducazione recidiva da parte di chi non ha un minimo di rispetto e consapevolezza del valore per un monumento così pregiato senza passare ai metodi forti e definitivi (come multe o recinzioni).

L'auspicio è che venga anche apprezzato il fatto che si voglia provare col dialogo. E che grazie alla campagna di informazione la gente si renda conto che la fontana Masini è un bene non così scontato e che potrebbe perdere il suo valore per sempre. Non sarebbe solo una sconfitta per chi ama l'arte ma per tutti i cesenati, incapaci di mantenere e custodire un bene prezioso che prima di tutto appartiene a loro. 

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