Testa alla sfida contro la Savignanese, mister Angelini: "Inizia un mini-campionato"

I bianconeri si sono ritrovati al gran completo martedì pomeriggio a Villa Silvia, dove è iniziata la preparazione della sfida

Dopo la sosta il campionato del Cesena ripartirà lunedì sera dal derby contro la Savignanese che andrà di scena allo stadio "Morgagni" di Forlì. Con la sola eccezione di Davide Munari, bloccato da un problema intestinale, i bianconeri si sono ritrovati al gran completo martedì pomeriggio a Villa Silvia, dove è iniziata la preparazione della sfida. Con Andreoli e De Angelis che si sono allenati a parte (solo palestra), per tutti gli altri la seduta è iniziata con un lavoro tecnico a coppia ed è proseguita con una parte atletica finalizzata allo sviluppo della forza. In chiusura ancora lavoro col pallone, prima con una partita a tema, poi con una a ranghi misti. Mercoledì è prevista altra seduta al pomeriggio, sempre al centro sportivo Rognoni.  

La sosta di campionato è stata l’occasione per mister Beppe Angelini di fare il punto, quando al traguardo mancano otto partite. "Fin qui siamo stati bravi a inanellare tutte queste vittorie - ha dichiarato l'allenatore ospite della trasmissione "Pianeta Bianconero" di TeleRomagna -, ma il campionato resta aperto perché il Matelica ha fatto quasi il nostro stesso percorso. Dopo aver perso lo scontro diretto dal punto di vista psicologico i nostri avversari si sono liberati e hanno infilato nove vittorie: il nostro merito è stato di aver mantenuto comunque un buon margine di vantaggio. Ora inizia un mini campionato in cui, considerata l’importanza relativa dei play off, sarà più difficile giocare contro squadre che lottano per non retrocedere". E fra queste figura proprio la Savignanese, avversario alla ripresa nel posticipo di lunedì: “Giocare un giorno dopo rispetto al Matelica non cambierà il modo di preparare la nostra gara. In ogni caso dovremo scendere in campo per vincere”.

Mister Angelini ha anche parlato della sua idea di calcio. "La mia filosofia è quella di fare sempre la partita, imporre il gioco e aggredire l’avversario nella sua metà campo - spiega -. Non ho mai preparato le partite per aspettare l’altra squadra. Credo che il Cesena rispecchi questa idea e pratichi un bel calcio, perché non si fanno così tanti punti senza giocare bene. Allo stesso tempo, però, è importante mantenere sempre un equilibrio. Detto questo, resto convinto che la differenza la facciano i calciatori e che all’allenatore spetti i compito di trovare la chiave per farli rendere al massimo". Il tecnico bianconero ha risposto così a chi gli imputa di avere un atteggiamento troppo pacato: "Premesso che ognuno ha il suo modo di vivere le partite, il mio dipende molto dai segnali che manda la squadra e, da questo punto di vista, devo dire che i miei giocatori non mi hanno dato quasi mai modo di agitarmi in panchina perché non hanno mai sbagliato approccio alle partite. Ma se c’è da arrabbiarmi so farlo anche io, come capitò a Isernia durante l’intervallo".

Infine ha parlato dei veterani: "La scelta dei giocatori più esperti è stata azzeccatissima e ha fatto sì che il mio lavoro, nella costruzione del gruppo, venisse agevolato. Prima che calciatori validi, i vari Agliardi, De Feudis e Biondini sono persone con valori morali, che mi hanno dato una grossa mano". Un percorso al quale fin qui non sono mancate critiche: "A quelle ero preparato fin dall’estate scorsa. Dopo il Campobasso è stato il momento in cui ne sono arrivate di più ma le ho superate guardando il lavoro quotidiano dei giocatori: vedendo come si allenavano i ragazzi, ho capito che non c’era nulla da temere".

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