Il gruppo arbitri del Csi incontrano con l'ex internazionale Fiorenzo Treossi

A tutt’oggi Treossi è l'unico arbitro “romagnolo” ad aver ottenuto la nomina di internazionale, come ha sottolineato il responsabile arbitri del C.S.I di Cesena Valerio Fabbri

Si è tenuto giovedì nella sede del Comitato locale del Centro Sportivo Italiano l’incontro con Fiorenzo Treossi, già arbitro internazionale e per 15 anni team manager del Cesena calcio.Come detto da Treossi, "uno non smette mai di essere un arbitro di calcio anche dopo tanti anni di cessata attività. Se entro in un bar mentre danno una partita tutti mi guardano come se fossi il complice del direttore di gara". A tutt’oggi Treossi è l'unico arbitro “romagnolo” ad aver ottenuto la nomina di internazionale, come ha sottolineato il responsabile arbitri del C.S.I di Cesena Valerio Fabbri.

Lunga la sua presentazione per i tanti meriti acquisiti in campo: comincia l'attività di arbitro di calcio nel 1976, viene promosso alla C.A.N. nel 1993 e, il 28 novembre dello stesso anno, esordisce in Serie A in occasione della gara tra Torino-Lecce. La stagione successiva si aggiudica il "Premio Giorgio Bernardi", destinato al miglior giovane arbitro debuttante in Serie A. Nel 1997 viene nominato arbitro internazionale, venendo poi designato come quarto ufficiale per la finale della Uefa Champions League 1999 tra Manchester United e Bayern Monaco, diretta da Pierluigi Collina. Ha arbitrato la finale di Supercoppa Italiana del 1996 tra Milan e Fiorentina, e la finale di ritorno della Coppa Italia 1998 tra Lazio e Milan. Nel 2002 riceve l'ambito Premio Giovanni Mauro, destinato ai migliori arbitri italiani. Al termine della stagione 2002-2003, conclude la carriera di arbitro con un totale di 127 presenze in serie A, 77 presenze in serie B, 10 Coppa UEFA, 1 Coppa delle Coppe e 25 Coppe Italia.

Nel 2005, si dimette dall'AIA, per accettare la carica di Team Manager propostagli dal Cesena Calcio che doveva rifarsi una immagine dopo i fatti e misfatti accaduti il 20 giugno 2004 a Lumezzane. “Esperienza esaltante quella trascorsa con l’A.C. Cesena che mi ha permesso di vivere il calcio dall’altra parte, quella del dirigente sportivo a contatto tutta la settimana con la squadra, e di vivere la partita stando in campo. Ho chiarito subito il mio ruolo: non avrei mai fatto il ruffiano con gli arbitri”. Non ha fatto sconti Fiorenzo nel descrivere come i dirigenti vivono le gare e definiscono le prestazioni arbitrali: “fino a quando si vince l’arbitro è bravo, altrimenti…”, e continuando “la mia figura era quella di fungere da cuscinetto fra le rimostranze dell’allenatore e l’arbitro di turno”. Secca la risposta alla domanda “ma i giocatori conoscono il regolamento?” “In pochi lo conoscono a fondo, ultimamente gli allenatori lo conoscono meglio perché ai corsi per conseguire il patentino si devono tenere aggiornati e lo studiano, ma per i giocatori è diverso, il loro lavoro è quello di allenarsi e giocare. Di uno solo mantengo il ricordo di persona interessata, che dimostrava tutta la sua intelligenza nel voler conoscere bene le cose, e parlo di Marco Parolo che ancora oggi, quando ci incontriamo, mi chiede sempre chiarimenti e dettagli sul regolamento”.

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La serata è passata velocemente parlando anche di V.A.R. (Video Assistant Referee) del lavoro degli arbitri addetti alla video-assistenza, della sua passata esperienza in gare dirette con il doppio arbitro, sperimentazione non andata a buon fine, del rapporto con i giovani arbitri con cui è venuto a contatto “sempre improntato al massimo rispetto reciproco, solo con uno ho provato a far valere la mia vasta esperienza con l’unico risultato di farmi mandare via dal campo”. Oltre che del ruolo di team manager si è parlato un po’ di tutto, come di consueto in queste lezioni tecniche dirette agli arbitri del Csi di Cesena organizzate dal consiglio del G.A.C. con importanti personaggi dello sport.

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