Giro d'Italia, tappone show: a Bagno di Romagna trionfa Omar Fraile

Una tappa difficile, non tanto per le pendenze, ma per i continui sali e scendi lungo il Parco delle Foreste Casentinesi, che hanno reso particolarmente insidioso il tracciato. Tremila metri di dislivello, che potevano far male sulle gambe dei corridori

E' Omar Fraile il vincitore del tappone appenninico dedicato alla memoria di Gino Bartali. Lo spagnolo della Dimension Data ha conquistato il traguardo di Bagno di Romagna dopo oltre 4 ore e 23 minuti di fatica, precedendo in una volata ristretta il portoghese Alberto Rui Da Costa e il francese Pierre Roland. Appena fuori dal podio Tanel Kangert (Astana) e Giovanni Visconti (Bahrein Meriva). Lundicesima tappa del Giro, partita da Ponte a Ema (Firenze), città natale di Bartali, è stata un autentico show, che ha visto i fuochi d'artificio sul monte Fumaiolo . Vincenzo Nibali ha provato ad attaccare la maglia rosa di Tom Dumoulin, misurandogli la "febbre", ma l'olandese ha risposto. Il gruppetto alla fine è arrivato a 1'37".

"Sapevamo che ci sarebbe stata la fuga, la squadra ha fatto un lavoro splendido - ha dichiarato l'olandese -. Gli attacchi di Amador o dei corridori dell'Astana non ci hanno spaventato. Stavamo facendo il nostro ritmo, sapevamo che anche altre squadre avrebbero lavorato per non lasciare troppo spazio alla fuga. Non abbiamo mai avuto paura di perdere la Maglia Rosa. È stato un ottimo lavoro di squadra. Siamo veramente felici della gestione della tappa". Una tappa difficile, non tanto per le pendenze, ma per i continui sali e scendi lungo il Parco delle Foreste Casentinesi, che hanno reso particolarmente insidioso il tracciato. Tremila metri di dislivello, che potevano far male sulle gambe dei corridori. Per Fraile un ritorno alla vittoria a due anni di distanza. "Avevo marcato questo giorno da tempo - ha ammesso lo spagnolo -. E' una vittoria sognata da tanto tempo, un giorno perfetto".

Gli occhi della Romagna erano su Matteo Montaguti. Il meldolese dell'Ag2R La Mondiale, caricato dal pubblico di casa, si è unito alla fuga, ma si è dovuto arrendere sulle asperità del Fumaiolo. "Su tutte le salite c'era qualcuno che mi incitava e mi spingeva ed era fantastico - ha dichiarato -. Negli ultimi 3 chilometri del Fumaiolo mi si è spenta la luce. Forse risento degli sforzi della prima settimana. Ma sono contento".

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