Le sorti del Cesena in Consiglio comunale: "Nessuno per ora ha risposto al bando"

Il sindaco, rispondendo anche ad alcune domande sollevate da Vania Santi di Cesena Siamo Noi, ha ricostruito un po' la vicenda dal lontano 2013

Mentre il Cesena Calcio è in attesa sia della decisione della Covisoc sull'iscrizione alla serie B (sia Cesena che Bari sono appese a un filo) che delle conferme concrete di una cordata di imprenditori del nord Italia pronti ad aiutare concretamente (e non a parole) la squadra bianconera, giovedì pomeriggio si è tenuto un Consiglio comunale sulle prospettive del calcio a Cesena. Un Consiglio praticamente incentrato sulle azioni dell'amministrazione nel caso l'iscrizione fatta dal presidente Lugaresi non venisse accolta dagli organi della federazione Calcio e il rischio di non avere una squadra iscritta nel prossimo campionato fosse, quindi, molto concreta. 

E' stato subito messo in chiaro dalla giunta comunale come, in questa fase, fosse inutile chiamare il presidente Lugaresi a partecipare o a relazionare perché il Consiglio come ordine del giorno aveva cosa fare nel caso fallisse Lugaresi. Ipotesi che, se dovesse andare in porto per causa di forze maggiori, non ha più nulla a che fare con l'Ac Cesena. Ormai convivono due anime e due squadre di calcio. Opinione diversa, invece, quella del consigliere Stefano Spinelli di Libera Cesena, che ha chiesto a gran voce - come tra l'altro in questi giorni anche lo stesso Lugaresi aveva sottolineato - di invitare l'Ac Cesena in aula. Messa ai voti la sua richiesta non è passata. 

La questione bando

Quello, però, che ha disturbato più di tutto la giunta comunale sono le insinuazioni sollevate dallo stesso consigliere comunale Spinelli (anche sulla stampa) a proposito del fatto che, secondo lui l'amministrazione non ha fatto proprio tutto per aiutare la società Ac Cesena e che il bando pubblico emesso dall'amministrazione per trovare una nuova società che si iscriva alla serie D (al posto della B) e prenda in carico i due impianti sportivi (Stadio e Villa Silvia) sia fatto su misura per il Romagna Centro e quindi sollevi conflitti d'interessi con l'assessore Christian Castorri, ex dg del Romagna Centro. "Finora nessuno ha risposto al bando pubblico - ha specificato il sindaco Lucchi -, ma se dovesse intravedersi solo una minima ipotesi di conflitto d'interessi sarà compito di questa giunta intervenire subito con trasparenza e chiarezza". 

La vicenda dal 2013

Il sindaco poi, rispondendo anche ad alcune domande sollevate da Vania Santi di Cesena Siamo Noi, ha ricostruito un po' la vicenda dal lontano 2013. "Ci chiedete se l'amministrazione era a conoscenza delle difficoltà dell'Ac Cesena? - si chiede retoricamente il sindaco, citando anche il disinteresse di cui si lamenta in questi giorni il presidente Lugaresi -. Beh, direi proprio di no. Nei fatti non potevamo immaginare un'accelerazione del genere. E vi spiego il perché con documenti e atti alla mano".

"L'11 febbraio del 2013, dopo che Lugaresi riprese l'AC Cesena, chiamammo in Comune, su sua sollecitazione, una quarantina di imprese locali per capire quanto e come si potesse supportare il Cavalluccio che usciva dalla gestione Campedelli - ha spiegato Lucchi - E in quell'occasione lo stesso Lugaresi, dopo aver parlato nella riunione di 27 milioni di debiti, disse alla stampa che c'era gente che voleva ancora bene al Cesena. Poi tra il 2014 e il 2018 non abbiamo più avuto incontri. Il 16 gennaio arriva la famosa lettera di cui parla spesso Lugaresi in questi giorni. Cita un debito che è almeno raddoppiato (dai 27 milioni di euro del 2013 si è quindi passati a 55 milioni di euro) e, dicendo che sta partendo una ristrutturazione del debito, chiede una linea di credito non inferiore ai 4 milioni di euro per poter continuare. Il 1 febbraio alle 10.30 incontriamo Lugaresi per capire come va e Lugaresi ci dice che forse riuscirà a non portare i libri in tribunale". 

"Poi il 24 maggio - continua la ricostruzione del sindaco - leggiamo nuove esternazioni di Lugaresi sulla stampa che dice che stanno continuando a lavorare per la ristrutturazione del debito e a distanza di breve conferma il rinnovo per due anni all'allenatore Fabrizio Castori. Due anni. In più il 29 maggio l'assessore Castorri e Lugaresi sono convocati a Roma dalla Federazione Calcio perché la stessa Federazione teme che lo Stadio Manuzzi, visti i debiti del Cesena Calcio, non venga rimesso a nuovo come promesso per gli Europei Under 21 del 2019. Si tratta di un impegno preso dal Cesena Calcio da 2 milioni e 700 mila euro, non proprio noccioline. Ma anche in quell'occasione Lugaresi rassicura tutti, dicendo che è tutto a posto. Poi il 20 giugno la situazione precipita con il no dell'Agenzia delle Entrate. A quel punto chiediamo spiegazioni e chiarezza all'Ac Cesena che ci manda il punto sulla situazione, dove si parla di ben 72 milioni di debiti". 

"Una situazione pesante a cui l'amministrazione - ribadiscono anche l'assessore Castorri e il vicesindaco Battistini - sta cercando di mettere mano per evitare di perdere il titolo calcistico della città di Cesena e la finale Under 21 degli Europei di Calcio. Un impegno non da poco ma al quale è un dovere rispondere. "Facciamo solo il nostro dovere", ha precisato Castorri. Cinquestelle e Libera Cesena, prima che finisse il consiglio, sono usciti dall'aula. 

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