Butic, Brignani e Valencia: un tris di giovani speranze per il Cesena

Venerdì è toccato a Butic, Brignani e Valencia incontrare per la prima volta la stampa

Altra giornata di presentazione in casa Cesena. Venerdì è toccato a Butic, Brignani e Valencia incontrare per la prima volta la stampa, e al ds Alfio Pelliccioni  introdurli così: “Di Butic dico solo che sono convinto possa fare tanti gol. Arrivare a Brignani non era facile perché era reduce da un campionato vinto con il Pisa: abbiamo sperato che i toscani non lo tenessero e lui ha accettato volentieri la nostra proposta. Da Valencia mi aspetto invece che faccia la differenza: in estate ne avevamo parlato una prima volta con il suo procuratore ma ci sembrava di un livello superiore alla Lega Pro, poi ci siamo trovati col Bologna e siamo arrivati ad una soluzione giusta”.

Bastano queste parole per farsi un’idea di Fabrizio Brignani e delle motivazioni con cui ha iniziato la sua esperienza in bianconero: “La speranza di giocare in serie B c’era ma allo stesso tempo non ero completamente soddisfatto della mia stagione e ho voluto rimettermi in gioco in Lega Pro. E’ la scelta giusta, soprattutto quando arrivi in una piazza come Cesena”. “Vincere un campionato al primo colpo non è una cosa da tutti - aggiunge -. La scorsa stagione mi ha fatto capire cosa significa stare tra i grandi e ora mi sento molto più giocatore. Soprattutto so cosa deve fare un gruppo: gestire i momenti difficili quando arrivano e restare unito”. Poi le impressioni del difensore classe ’98 sul Cesena e Modesto: “Arrivare in una piazza così ti mette responsabilità ma ti spinge anche a dare di più. Il mister ci chiede invece di avere personalità, fidarci delle nostre qualità e accettare l’uno contro uno: è un modo di giocare che ti aiuta tanto”. Nel nuovo spogliatoio Brignani è entrato così: Cerco i punti di riferimento ma provo ad esserlo anch’io. Quest’anno voglio mettere qualcosa in più di mio di quanto non abbia fatto l’anno scorso”. 

Sull’altalena del gol. Gli ultimi due anni di Karlo Butic sono stati un po’ così, tra alti e bassi. Lo ha raccontato l’attaccante arrivato dal Torino e presentato ieri. “La scorsa stagione non è stata facile ma mi ha aiutato lo stesso a crescere mentalmente. Prima, nella Primavera a Torino, invece andò tutto alla perfezione (segnò trenta gol, nda)”. In Italia in realtà lo aveva portato l’Inter (“ma lì andò così così) e ora eccolo in bianconero a timbrare subito il cartellino in Coppa Italia: “E’ il primo tra i professionisti, lo volevo fortemente. Per un attaccante fare gol è importante. Non so cosa mi abbia frenato l’anno scorso, forse ero un po’ troppo timido, ma adesso voglio fare bene e ho una grande motivazione. L’obiettivo è giocare un campionato importante e sento che possiamo farlo”.

Karlo si descrive così: “Sono un attaccante da area di rigore e il gol di testa è forse quello che preferisco ma, se c’è da giocare per la squadra, lo faccio. Attaccanti di riferimento? Scelgo Dzeko, anche se in tanti mi hanno detto che assomiglio a Vieri che invece è l’idolo di mio fratello”.

La carriera di Juan Manuel Valencia, per quanto giovane, sembra già un romanzo: “Fino al 2014 studiavo perché così voleva mia madre. Quando ebbi finito mi disse: “Hai un anno di tempo per provare a fare il calciatore: se non va bene, torni a studiare”. Da lì è successo tutto in velocemente: per otto mesi vado in prova all’America di Calì, poi il marito di mia zia mi porta al Cortuluà e durante un torneo mi vede uno scout della Juventus che dice di volermi trasferire in Italia. All’inizio pensavo che fosse uno scherzo: quando realizzo che non è così, si trasforma in un sogno cha si sta avverando perché chi inizia a giocare in Colombia guarda all’Europa”. Valencia si sente “una mezzala ma mi sto trovando bene anche nel modulo di mister Modesto, uno dei mediani dei quattro di centrocampo: lo facevo già in Colombia, devo solo tornare a memorizzare i meccanismi. Il mio idolo? Pogba”.

Per Juan Manuel l’anno scorso è arrivato il debutto in serie A con la maglia del Bologna (dove è andato in quanto alla Juve non c’era posto per tesserare un extracomunitario): “Emozionante certo, ma in realtà mi aspettavo di farlo prima: in tanti mi facevano i complimenti, io invece l’ho vissuto come una cosa normale. Adesso vorrei giocare e fare esperienza. A livello di squadra abbiamo un gruppo forte e unito: possiamo divertirci e fare bene”.

Foto Cesena Fc

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