Angelini e i contorni dell'addio: "Ho chiesto la conferma di questo gruppo, il club ha idee diverse"

Il mister: "Le idee mie e quelle della società non hanno coinciso. I ragazzi sono stati straordinari, sono loro che non mi hanno fatto esonerare durante l'anno"

Nella sala stampa dell'Orogel Manuzzi potrebbe essere l'ultima conferenza stampa di Beppe Angelini come allenatore del Cesena. La partita contro il  Lecco passa francamente in secondo piano, si parla dell'addio del mister: "Me lo aspettavo? Mi aspettavo di tutto, ci poteva stare, lo avevate anche scritto sui giornali. Sono durato anche troppo - ironizza Angelini - mi dovevano cacciare già a inizio stagione. Cesena è una piazza esigente, e se non vinci iniziano le critiche, è stato tutto l'anno così".

Angelini svela i contorni dell'addio: "Abbiamo parlato con la società e abbiamo deciso che era meglio dividersi. Non aveva senso partire con un allenatore, per poi metterlo in discussione dopo poche partite. Ho richiesto una squadra competitiva, tenendo molti ragazzi di quest'anno. Secondo me era giusto ripartire con questo gruppo, e fare degli innesti. Non penso che a Cesena si possa lottare per non retrocedere, anche se sei una neopromossa".

Il mister spiega il contesto in cui è maturata la decisione del club: "Le idee mie e quelle della società non hanno coinciso, e quindi si è deciso di non proseguire. L'ambiente ha influenzato i dirigenti? Non lo so, è una domanda a cui non posso rispondere. Non credo che si debba trovare di chi è la colpa. Meritavo la conferma? Non sta a me dirlo, la società avrà fatto le sue valutazioni".

"Nel corso della stagione - prosegue Angelini - solo una volta ho davvero temuto di essere esonerato, dopo la partita di Campobasso". Poi parla della squadra, presente in sala stampa ad ascoltare il mister: "Sono loro che non mi hanno fatto esonerare", parole che fanno scattare l'applauso scrosciante di tutti i giocatori. "E' la dimostrazione che mi hanno dato tutto in questa stagione".

Su Cesena-Lecco, semifinale di Poule scudetto, calcio d'inizio venerdì alle 15:30. si gioca a Foligno. "Speriamo che non sia l'ultima, vogliamo divertirci e passare il turno, se non avessimo questo spirito saremmo già fuori". L'altra semifinale è Avellino-Pegolettese, la finale si giocherà domenica 2 giugno allo stadio Renato Curi di Perugia, e assegnerà il titolo di campione della serie D.

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