Angelini e gli altri, mister nel 'tritacarne' Cesena: rapporti burrascosi, esoneri e ritorni

Tante le storie degli allenatori che si sono seduti sulla panchina bianconera. Non sempre 'idilliaci' i rapporti con la tifoseria

Cesena città 'mangia allenatori'? Probabilmente né più e né meno di altre piazze calde in giro per l'Italia. Fatto sta che quest'anno tocca a mister Giuseppe Angelini vivere una situazione quantomeno un po' particolare. A pochi passi dal traguardo della promozione in C e primo in classifica, il tecnico è accompagnato dalle critiche dei tifosi, molto aspre sui social, in pratica da inizio stagione. Tanto da sbottare nella conferenza stampa pre-partita col Notaresco e dire: "Non riesco a spiegarmi le critiche, mi sono messo in gioco in una società che veniva da un fallimento, non sapendo neanche che giocatori avrei avuto, non sono l'allenatore più pagato della serie D, e neanche i giocatori sono i più pagati della categoria. I veri tifosi ci sono sempre stati vicini".

Un rapporto 'burrascoso' con la tifoseria, ma sono tanti gli allenatori passati nel 'tritacarne' Cesena. Forse non molti ricordano l'esperienza di Marco Tardelli sulla panchina bianconera, (1995-1997), avventura conclusasi con un esonero. In passato l'ormai ex allenatore, diventato opinionista tv, ha dichiarato: "A Cesena in molti mi remarono contro, e parlo soprattutto di qualche dirigente, forse solo il presidente Edmeo Lugaresi aveva compreso che le colpe di quella situazione che si era venuta a creare non erano tutte del sottoscritto". La stagione si concluderà con una retrocessione in serie C1.

Ma veniamo a tempi più recenti, è il 2012, Nicola Campedelli sulla panchina del Cavalluccio fa tre sconfitte su tre. Scatta l'esonero ma la cosa curiosa, forse unica in Italia, è che a licenziarlo è il fratello Igor, allora presidente. Un curriculum oggettivamente modesto, che lo aveva visto sulla panchina del Bellaria Igea Marina, prima dell'approdo in bianconero. Una mossa che in molti hanno letto come un scelta di comodo del fratello presidente Igor, per preparare il campo a una campagna acquisti 'lacrime e sangue'. Non mancarono le critiche della piazza per il gioco fin troppo 'zemaniano' di Campedelli junior, ben presto licenziato in famiglia.

Basta tornare indietro solo di un anno, nel 2011, ed ecco un altro allenatore nell'occhio del ciclone: Marco Giampaolo mise d'accordo tutta la Curva Mare nel fischiarlo. Contro il tecnico, ora alla Samp,  andò in scena prima una contestazione a Siena in trasferta e poi tra le mura 'amiche'. Si ricorda il coro dei tifosi bianconeri "Giampaolo come Guardiola", presa in giro che scimmiottò le parole pronunciate al suo arrivo in Romagna quando dichiarò di voler raccogliere i risultati attraverso il bel gioco, proprio come il Barcellona di Guardiola. Una frase un po' audace, per un mister solitamente misurato, che finì sulle prime pagine dei giornali.

Nel 2010 toccò invece a Massimo Ficcadenti, un confronto a muso duro con un gruppo di tifosi a Villa Silvia. Tecnico e squadra subirono la contestazione dopo un derby perso col Bologna. A chi gli chiedeva di lasciare la panchina, rispose con la sua proverbiale calma, dicendosi convinto di fare bene, e invitando i supporter a non contestare i giocatori.

Fuori dal coro invece l'episodio che vide protagonista Pierpaolo Bisoli nel 2014, cacciato dalla società, e sostituito con Mimmo Di Carlo, trovò la Mare schierata compatta dalla sua parte. I gruppi ultrà scrissero una lettera: "Siamo stati e siamo al tuo fianco senza se e senza ma. Nelle situazioni difficili, nella scarsità di risultati bisognava trovare un colpevole, qualcuno doveva pagare per errori freschi ed altri vecchi di anni. Mister, ti sei ritagliato un posto d'onore, oltre che nella storia del calcio romagnolo, anche nel cuore di tutti noi“.

Impossibile non dedicare un capitolo a Fabrizio Castori, siamo nel 2007 e il Cavalluccio col tecnico marchigiano in panchina subisce un umiliante 4-1 nel derby col Rimini. Tra i mister più longevi e amati della storia del Cesena (sulla panchina bianconera dal 2003 al 2007), la batosta nel derby travolse pure lui. All'arrivo della squadra in pullman allo stadio Manuzzi, una sessantina di tifosi contestò con insulti sia i giocatori ma anche lo stesso allenatore. In bianconero un palmares importante,  un campionato di C1 (vinto al primo colpo) ma anche la famosa rissa in finale contro il Lumezzane, che costò al tecnico due anni di squalifica, ridotta poi a un anno e mezzo. Per Castori anche due salvezze in serie B. Il tecnico marchigiano tornerà nel 2017, con un'altra salvezza conquistata in B sul campo, ma rovinata dal fallimento della società.

E infine parliamo di Massimo Drago, possiamo ricollegarci all'esonero, fresco di pochi giorni (7 aprile). Drago è stato licenziato dalla Reggina in serie C,  aveva ritrovato una panchina dopo più di due anni sabbatici. Nel 2016 l'allenatore calabrese ha da poco iniziato la sua seconda stagione col Cavalluccio, e viene esonerato dopo una sconfitta in trasferta a Frosinone. Un rapporto naufragato, (non mancarono le contestazioni al mister), dopo una prima stagione positiva, conclusa con un sesto posto, e un rendimento straordinario in casa, controbilanciato però da tante sconfitte lontano dal Manuzzi. Proprio il gioco spumeggiante tra le mura amiche e i modi da 'signore' del tecnico calabrese hanno però cementato un buon rapporto con la tifoseria e la città.

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