Alessandro, l'ex ferito tifa Cesena: "Dalla crisi si esce col gruppo, per Angelini ci saremmo buttati nel fuoco"

L'ex numero 10 bianconero: "Dalla crisi si esce facendo quadrato attorno all'allenatore. Mi manca tanto il 'profumo' del Manuzzi e la piadina"

Sono passati circa tre mesi ma non ha ancora smaltito la delusione per un 'siluramento' in estate che proprio non gli è andato giù. Per Danilo Alessandro 18 gol in bianconero non sono bastati per meritarsi una tanto desiderata conferma in serie C. Ora ha trovato una nuova casa calcistica a Campobasso, ma ammette con la solita schiettezza e genuinità di "seguire il Cesena tutte le domeniche". Non c'è rabbia nelle sue parole ma affetto sincero per un Cavalluccio in crisi e contestato per la prima volta dai propri appassionati tifosi.

Danilo ti aspettavi un Cesena 13esimo in classifica con 5 sconfitte su 9 partite?

Sinceramente no, in rosa ci sono giocatori importanti e di qualità. E' anche vero che quello di serie C è un campionato difficile, la stagione è ancora lunga e sono convinto che la squadra uscirà da questo momento.

Come si esce da una situazione difficile al Cesena? L'anno scorso l'avete vissuta con Angelini?

Si esce da una situazione così facendo gruppo e facendo quadrato attorno all'allenatore. Noi per Angelini ci saremmo buttati nel fuoco, io avrei fatto anche il portiere per lui. Non vedo parallelismi tra le due situazioni, la nostra era una crisi tra virgolette, eravamo forti mentalmente e sempre convinti che avremmo vinto il campionato. A Cesena la pressione c'è, è una piazza dove non puoi fare un campionato anonimo, in città si vive di calcio

Sono passati ormai 3 mesi dall'addio non certo consensuale al Cavalluccio, sei riuscito a smaltire la delusione?

La delusione no, credo che non passerà mai. La rabbia dopo un po' ho dovuto smaltirla, nel calcio non devi aspettarti niente ma desideravo tanto la conferma, a prescindere dalla categoria. Voglio sottolineare che non ce l'ho con la società, seguo la squadra e i  miei ex compagni con affetto

Saresti stato utile in questo Cesena targato Modesto?

Non lo so se sarei stato utile, non voglio passare per quello che dice che sarebbe stato il salvatore della patria. Sicuramente mi sarei messo a disposizione, a Francavilla ho fatto anche la mezzala nel 3-5-2.  Quello di Modesto non mi sembra un modulo incompatibile per me, l'importante è avere la voglia di sacrificarsi

Ti manca la città?

Sì, mi manca tanto, mi manca il 'profumo' del Manuzzi, entrare in campo in uno stadio così, ma mi manca anche la città, perfetta per una famiglia, e la piadina

Come ti trovi a Campobasso? Anche voi state un po' soffrendo?

La società e la piazza sono eccezionali, sul campo anche noi stiamo vivendo un momento un po' difficile, ma anche qui c'è grande ambizione

Tutti sanno che sei nato in un quartiere difficile di Roma come San Basilio, cosa avresti fatto nella vita senza calcio? 

Come ho già detto in passato il calcio mi ha salvato, perché in un quartiere così probabilmente sarei finito in 'strada'. Tanti miei amici erano forse più forti di me ma non hanno avuto la testa per fare i calciatori. Appena ho potuto sono andato via, il calcio mi ha dato un'altra opportunità nella vita

Patrignani: "Fiducia incondizionata a squadra, tecnico e staff"

Intanto il presidente del Cesena Corrado Augusto Patrignani è intervenuto a Pianeta bianconero, la trasmissione di Luca Alberto Montanari su Teleromagna: "La sconfitta con la Samb è un campanello d’allarme fino a un certo punto. Domenica abbiamo meritato di perdere ma ci può stare contro una squadra forte quale si è dimostrata quella marchigiana. Ci manca qualche punto ma avevamo detto in partenza che il gruppo era stato costruito guardando al futuro. Detto questo, la società è serena e invito i tifosi a restare vicini alla squadra”. Il presidente ha confermato “fiducia  incondizionata alla squadra, al tecnico e al suo staff".

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