5 superstizioni romagnole che forse non conoscevi

Riti, pregiudizi, abitudini, gesti scaramantici: scopriamo 5 antiche superstizioni romagnole che forse non tutti conoscono o ricordano

Le superstizioni accompagnano l'uomo fin da tempi antichissimi e sopravvivono ancora oggi: basti pensare al timore di rompere uno specchio o di sedersi in 13 a tavola. Si tratta di credenze che contrastano con le moderne evidenze scientifiche, ma che in un modo o nell'altro condizionano le decisioni di alcuni individui.

Abitudini o superstizioni? Ci sono tante azioni che alcuni di noi compiono nel quotidiano o in momenti particolari della nostra vita, ma senza saper bene il motivo. Alcuni di questi gesti appartengono al mondo delle superstizioni e dei relativi scongiuri, anche se magari la società moderna può averli modificati spostandoli dal loro contesto originale.

Ecco 5 superstizioni antiche della Romagna che, forse, non conoscete...

1. Sulla nascita dei bambini

L'alto tasso di mortalità del passato ha contribuito a dare origine a una lunga serie di superstizioni riguardanti la nascita, tanto in Romagna quanto nel resto d'Italia. Già prima del parto si usava togliere le matasse da sopra gli arcolai, un'usanza scaramantica per evitare che la nascita del neonato diventasse difficoltosa. Nelle comunità contadine si era anche soliti far toccare al bimbo appena nato un fiore, un baco da seta, un tralcio di vite acceso, un anello con una gemma o una perla e un giogo da buoi: si riteneva infatti che entrando in contatto con questi oggetti il piccolo crescendo avrebbe potuto affrontare alcune malattie parecchio diffuse all'epoca.
Per quanto riguarda invece il concepimento, esistono delle persone che ancora oggi pensano si possa determinare il sesso del nascituro dalle fasi lunari: secondo questa superstizione se si concepisce con luna crescente il bambino viene maschio, con luna calante femmina.

2. Chi spegne la luce la prima notte di nozze?

Molte strane usanze accompagnavano il periodo precedente e immediatamente successivo al matrimonio. Per dirvene una, capitava di trascorrere tutta la prima notte di nozze con la luce accesa, perché si credeva che il primo a spegnere il lume della candela sarebbe morto per primo. E così ci si limitava ad aspettare che questo si consumasse da solo.
Sopravvive ancora la scarmanzia di non "spazzare" i piedi di una giovane, credendo che in quel modo si impedisca ogni possibilità di un futuro matrimonio.

3. Pronostici sugli ammalati

Tra le superstizioni diffuse nella popolazione romagnola (specie nelle campagne) ce n'era nel passato anche una che riguardava gli ammalati: si riteneva infatti che certi eventi potessero pronosticare il decorso della malattia. Infatti se si sentiva una civetta cantare vicino alla casa di ammalato si poteva temere perfino la morte. Al contrario, se si fosse udita una gallina imitare il verso del gallo, quello avrebbe significato un miglioramento delle condizioni dell'ammalato.

4. I Lom a Merz

Decisamente pagana, ma ancora viva e vegeta è la tradizione dei Lom a Merz. I Lom a Merz sono una festa che si celebra tra gli ultimi tre giorni di febbraio e i primi tre di marzo e prevede l'accensione di grandi falò. Che il fuoco sia da sempre considerato un elemento "purificatore" non è un mistero, mentre forse si ignora che queste celebrazioni si tengono in quelli che erano i giorni di fine anno e inizio anno del mondo antico. Era anche un momento molto duro per i contadini, visti i tanti lavori che si dovevano fare in campagna tra le potature delle viti e la semina di alcune piante (come le fave), ma in quei giorni a cavallo tra febbraio e marzo si credeva che tagliare legna e potare le viti portasse a un raccolto scadente. Di conseguenza si innalzavano ogni sera questi falò propiziatori e, al termine, i giovani spargevano le ceneri sui campi per renderli fertili.

5. Gli incontri da fare (o non fare) a Capodanno

Molte sono infine le superstizioni che riguardano il primo giorno dell'anno nuovo. Perfino in tempi non lontani sopravviveva l'usanza che nessuna donna uscisse di casa per andare a fare visita ad amici e parenti e capita ancora oggi che siano solo gli uomini a portare gli auguri di casa in casa.
Sempre nel giorno di Capodanno si pensava che portasse sfortuna incontrare anche un uomo povero o un prete, mentre incontrare un benestante era segno di prossima fortuna.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Sciagura di San Valentino: giovane si toglie la vita lanciandosi contro un treno

  • Suicidio al liceo, troppa pressione a scuola? L'esperta: "Il risultato non è mai abbastanza"

  • Studente modello del Monti, era appena uscito da scuola: i contorni del dramma in stazione

  • Vuole pagare la macchina per il caffè 3 euro, sostituisce l'etichetta: il trucchetto finisce con la denuncia

  • Ha lottato contro il sarcoma di Ewing, addio a Steven Babbi. "Ha amato la vita fino all’ultimo istante"

  • Steven Babbi, fissati i funerali: le offerte destinate alla lotta contro i tumori

Torna su
CesenaToday è in caricamento