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Da altre parti inventano la "ciclopolitana", a Cesena dimenticato il ciclismo lento

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Cesena, FC, Italia · Cesena

Ho percorso in bici la ciclabile Fano-Pesaro, la linea 3 della Bicipolitana di Pesaro, qui in pochi anni si sono inventati le linee della “Bicipolitana”. Come a Cesena anche a Pesaro hanno 80 Km circa di ciclabili, è la visione strategica data dalla «Bicipolitana” che fa la differenza, una vera infrastruttura del benessere e della sostenibilità e non come mera sommatoria di pezzi ciclabili. La mobilità alternativa funziona se è più comoda, sicura, pratica e veloce più degli altri mezzi. Funziona se ha le infrastrutture giuste per funzionare Il comune di Pesaro con queste ciclabili ha puntato anche alla promozione turistica ed è stato un successo. Lungo la pista per Fano ho visto tantissimi cicloturisti, ciclismo lento esploso ovunque negli ultimi anni.

Cesena è l’entroterra naturale di Cesenatico, centinaia di migliaia di turisti oggi molto esigenti e attivi. Una “pedalata” a Cesena da Cesenatico in una ciclabile vera, sicura, pavimentata come la linea 3 della “Bicipolitana” la farebbero in tanti. Lavoro e opportunità in più per la nostra città dove nei mesi estivi il deserto spesso è totale. Chi come me va a Cesenatico in city bike da sempre sa quale è la situazione, roba da terzo mondo. Il Comune di Bertinoro sta terminando nella sua zona bassa la ciclabile sulla via Emilia da Capocolle a Forlimpopoli collegandosi a quella che va a Forlì. Da Forlì a Cesena in bici ora a Capocolle si varca il confine del nulla per il cicloturismo lento. A Case Castagnoli per entrare in città dalla ciclabile della vecchia Emilia è necessario fare un pezzo di Secante in bici, illegale peraltro. Concentrati sui posti auto ovunque ci siamo scordati di avere una “visione”, una nostra “Bicipolitana” per un futuro ormai presente, che ci ha sorpresi impreparati.

Dopo decenni di programmi, progetti e promesse ci mancano le infrastrutture necessarie. Il gap tra una città ciclabile….collegata da una vera e organica rete di piste dal centro alle sue periferie per andare a scuola, al lavoro o ai servizi, punto di partenza poi per percorsi ciclabili veri, pavimentati, pratici e sicuri con il suo bellissimo entroterra (possibile meta del turismo lento bici-treno, volano anche economico come avviene in altre realtà nazionali)…. e la nostra città, è ancora molto ampio, molto purtroppo.

Il ciclista urbano, Maurizio

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