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"Allarme ozono a Forlì-Cesena: chi se ne occupa?"

Il caldo soffocante di questi giorni, oltre ai relativi disagi porta con sè un ulteriore peggioramento della qualità dell'aria, già abbastanza compromessa, nel nostro territorio, con un aumento dell'ozono troposferico. Si tratta di un gas tossico, prodotto in virtù del forte irraggiamento solare che innesca tutta una serie di reazioni fotochimiche, a partire dagli inquinanti primari, derivanti dalle attività dell'uomo (traffico veicolare, processi di combustione, processi industriali, ecc).

Gli effetti sull'uomo riguardano l'apparato respiratorio e gli occhi, ma va segnalato anche l'azione nociva sulla vegetazione e quella distruttiva su molti materiali. Ora, se il livello naturale di ozono si attesta tra i 20 e gli 80 microgrammi per metro cubo d'aria, il superamento di quella che viene definita soglia di informazione (120 MICROGRAMMI PER METRO CUBO) Decreto Legislativo 155/2010, oltre alla quale sussiste un rischio per la salute umana per alcuni gruppi particolarmente sensibili (bambini, anziani, donne in gravidanza, asmatici, cardiopatici), impone alle autorità sanitarie ed in primo luogo ai sindaci l'obbligo di assicurare informazioni adeguate e tempestive sulle misure protettive da adottare.

I dati che appaiono sul sito dell'Arpa quotidianamente mettono in luce una situazione molto critica a Sogliano, Savignano sul Rubicone, seguito da Forlì, ma il fenomeno, come è facilmente intuibile, riguarda l'intera provincia, per non parlare dell'intera regione, eppure le nostre istituzioni, la cui propensione per la comunicazione pubblica ( ma non di questo tipo naturalmente) è arcinota, osservano sul tema inquinamento atmosferico da ozono, un rigoroso silenzio, contravvenendo alle stesse disposizioni di legge.

Tutto bene invece a Cesena, per il semplice fatto che i dati non ci sono. Nessuna rilevazione in quanto le centraline che fino a qualche anno fa erano in funzione e che registravano ogni estate lo stesso bollettino di guerra, sono sparite.. La Regione dall'alto delle sue immense torri e delle sue spese stratosferiche, evidentemente ha deciso di adottare una sana politica del risparmio, riducendo il numero delle centraline. Con l'unico risultato di rendere sempre più difficile l'informazione ai cittadini e porre ostacoli alla conoscenza dei problemi. Ed i problemi se non li si conoscono, non esistono. Semplice no?

TIZIANA LUGARESI

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