Alla scoperta dei segreti del portale del Duomo di Cesena

Se siamo di fretta, o attirati dai negozi su corso Sozzi e intorno alla piazza, è facile distrarsi e non rendersi conto del gioiello di cui un concittadino ci ha fatto dono: il portale bronzeo del Duomo di Cesena. Scopriamo insieme i suoi segreti!

In occasione del grande Giubileo del 2000, lo scultore cesenate Ilario Fioravanti fu incaricato dal Comune di Cesena di concepire un dono speciale per la città e la diocesi: il nuovo portone della Cattedrale (o Duomo) di San Giovanni Battista.

Questa cattedrale, intitolata al patrono della città, è cara ai Cesenati anche per la presenza della cappella della Madonna del Popolo, ed è stata oggetto nei secoli di molti rifacimenti e riadattamenti, di cui quello della sostituzione del portale è solo l'ultimo.

Inaugurato il 17 febbraio 2001, il portale è una grande opera in bronzo, costituita da otto formelle - quattro per ogni lato, le due gradi ante che costituiscono la porta, una scena di Crocifissione e la lunetta che sta al di sopra. Nel complesso, quando la si guarda di fretta, può apparire buia e di difficile comprensione; ma se ci si prende il tempo per osservarla, la sapiente maestria di Fioravanti metterà davanti ai vostri occhi una storia preziosa e affascinante.

Partendo dall'alto, nella lunetta, c'è una bella Madonna con Bambino, e al suo fianco ci sono i Santi Vicinio e Mauro, patroni della diocesi di Cesena-Sarsina.

Poco sotto, la Crocifissione: alla Passione assistono i quattro evangelisti.

Nelle formelle si snocciola, in 8 episodi, le scene della vita di san Giovanni Battista.

Queste 8 formelle fanno da cornice alla scena centrale, quella che non è sempre dato vedere, dato che si trova sulle porte: l'incontro fra Gesù e Giovanni Battista.

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La memoria dell'opera di Ilario Fioravanti, nato a Cesena nel 1922 e venuto a mancare nel 2012, viene tenuta viva non solo da questa opera imponente, ma anche dalla sua casa-studio, che egli aprì non solo ai frequentatori abituali, ma anche a un pubblico più vario: la Casa dell'Upupa, a Sorrivoli.

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