Caro abbonamenti bus, i sindaci montani scrivono alla Regione: "Inaccettabile aumento di costi per le famiglie"

Il nuovo sistema, spiegano i sindaci, "comporta un inaccettabile aumento di costi per le famiglie che risiedono nei territori periferici"

I sindaci di Verghereto, Mercato Saraceno, Bagno di Romagna e Sarsina, Enrico Salvi, Monica Rossi, Marco Baccini e Enrico Cangini, hanno inviato una lettera all'assessore regionale ai Trasporti, Raffaele Donini, per "rilevare un’altra situazione gravemente critica per le comunità di montagna e per le relative famiglie – come quelle che risiedono nei nostri Comuni – che si trovano a dover farsi carico di ulteriori costi generati dal sistema tariffario dettato dalla Regione".

"Il problema trova origine nel sistema introdotto con la delibera regionale n. 2055/2010 che introduce gli annuali personali Under 26 aventi durata pari a 12 mesi e con tariffa determinata, che ha modificato il precedente sistema tariffario che consentiva forme di agevolazione per gli studenti delle scuole superiori che utilizzano il trasporto pubblico locale extraurbano attraverso l’abbonamento “Scuola card 10 mesi” - evidenziano i primi cittadini -. Come potrà facilmente comprendere, se tale sistema può essere accettato nelle realtà territoriali di pianura, ove il trasporto pubblico locale è utilizzato dai giovani cittadini anche nel periodo estivo – per il fitto reticolo di linee – ciò comporta un inaccettabile aumento di costi per le famiglie che risiedono nei territori periferici, in quanto viene a caricare sulle loro tasche il costo di ulteriori due mesi di servizio, che d’altra parte risulta sottoutilizzato perché di fatto inutile".

"Facciamo notare che questo ulteriore balzello si va a aggiungere al recente aggravio di costi per il trasporto pubblico locale di cui i Comuni di montagna si sono dovuti far carico, al fine di sopperire ad una miopia politica di perequazione sociale e territoriale che non ha altro effetto di quello di dimenticare le esigenze e gli interessi dei cittadini. La Provincia di Forlì-Cesena ha cercato di calmierare gli aumenti con uno stanziamento di 40mila euro, che però è solo un segnale e non può arrivare ad azzerare gli aumenti sottesi al nuovo sistema. Né d’altra parte è pensabile – né politicamente né logicamente – di caricare sempre sui piccoli Comuni montani il dovere di soluzioni che sono impossibili di attuare alla luce della nota situazione economico-finanziaria degli enti locali". 

"Alla luce di quanto sopra, emerge che il sistema del trasporto pubblico locale non è più sostenibile né risponde più alle esigenze degli utenti, che sono tutti i cittadini senza distinzione. Con questo metodo, invece, si vanno accentuando le differenze fra cittadini che risiedono in zone diverse (pianura e montagna), seppur all’interno dei medesimi ambiti territoriali e addirittura all’interno dei medesimi enti istituzionali - concludono -. Al riguardo, Le chiediamo di voler immediatamente prendere in mano la situazione, cercando di rivedere il sistema delineato verso soluzioni che tutelino le comunità locali, tenendo conto della diversità di situazioni, esigenze, interessi e problematiche".

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L'intervento di Ombretta Farneti

Ombretta Farneti, capogruppo di Mercato Saraceno Cambia, commentando gli sconsiderati rincari degli abbonamenti al trasporto pubblico per gli studenti previsti dalla Regione e applicati da Amr (Agenzia Mobilità Romagna), punta il dito contro le dichiarazioni del sindaco di Cesena Paolo Lucchi che “si preoccupa – afferma – di rassicurare le famiglie cesenati, a cui riserverà anche aiuti finanziari, dimenticando, tuttavia, di essere anche presidente dell’Unione Valle Savio e che le maggiori difficoltà le incontreranno proprio i genitori degli studenti che del trasporto pubblico locale non possono fare a meno”. “Chi potrà aiutare queste famiglie? – rincara Farneti – Non certo i 40.000 euro messi a disposizione della Provincia, come scrivono i sindaci della montagna in una lettera, che dire timida è poco, indirizzata all’assessore regionale ai Trasporti, che non farà nulla. Come non farà nulla Lucchi, che ha avallato anche i consistenti aumenti dei contributi consortili che Amr ha preteso per il 2018 dai Comuni più piccoli, ubicati in zone disagiate. Ma, mentre il Comune di Forlì ha promesso risorse per venire incontro alle amministrazioni del proprio territorio, l’amministrazione comunale di Cesena avrebbe negato ogni aiuto. E’ vero che l’Unione Valle Savio ha annunciato di mettere a disposizione dei vari Comuni che la compongono 100mila euro come contributo per il rincaro dei contributi consortili, ma, a questo punto, ci chiediamo se non si tratti di una presa in giro, se confrontiamo questa cifra con le risorse umane e finanziarie che i Comuni della Vallata fanno confluire nell’Unione”. “Insomma, il quadro è questo. La Giunta Bonaccini fa propaganda, promettendo iniziative per la montagna e per i residenti, contro lo spopolamento, e intanto decide rincari nei servizi essenziali, mentre il sindaco di Cesena, che è anche presidente dell’Unione, rassicura solo le famiglie cesenati e si disinteressa di tutte le altre. Insomma, una dimostrazione, se ve ne fosse bisogno, dall’inadeguatezza degli amministratori targati Pd”. 

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