Fumo, il dato: le difficoltà economiche aumentano la dipendenza

Tra le persone con patologie croniche, la prevalenza di fumatori risulta essere del 27%

Il fumo rappresenta uno dei principali fattori di rischio nell’insorgenza di numerose malattie cronico-degenerative, prevalentemente a carico dell’apparato respiratorio e cardiovascolare, ed è il maggiore fattore di rischio evitabile di morte precoce. In Romagna, stando ai dati rilevati dal sistema di sorveglianza nazionale “Passi” 2014 – 2017 (Progressi delle Aziende Sanitarie per la salute in Italia) i fumatori rappresentano il 28% degli adulti (18-69enni) pari a una stima di circa 210mila persone. La prevalenza di fumatori è più alta tra uomini (31%), tra le persone con bassa scolarità e quelle con maggior difficoltà economiche. Circa un quinto (21%) dei fumatori 18-69enni è un forte fumatore (20 sigarette o più al giorno). Solo il 3% è un fumatore occasionale (meno di una sigaretta al giorno).

Tra le persone con patologie croniche, la prevalenza di fumatori risulta essere del 27%; in particolare fuma più di un terzo (35%) delle persone con patologia respiratoria cronica, il 31% di quelle con una patologia cardiocircolatoria e il 28% di quelle con diabete. L’abitudine al fumo inizia precocemente: dall’indagine regionale sugli adolescenti HBSC 2014 emerge che fuma sigarette l’1% degli 11enni, il 5% dei 13enni e il 29% dei 15enni. In Romagna, secondo Passi 2014-2017,tali percentuali salgono al 31% tra i 18-24enni e al 33% tra i 25-34enni. Dopo i 50 anni la prevalenza di fumatori diminuisce progressivamente: 25% tra i 50-69enni, 11% tra i 70-79enni e 5% dopo gli 80 anni (dato regionale di Passi D’argento).

Il dato romagnolo

La prevalenza di fumatori varia dal 26% di Cesena al 29% di Ravenna e Forl, in linea con quello regionale (28%). Il 20% dei fumatori fuma sigarette “rollate” (cioè fatte a mano): il 4% qualcuna, l’1% più della metà e il 16% tutte o quasi tutte. L’uso di sigarette “rollate” è maggiore tra gli uomini (24%) rispetto alle donne (17%) e tra i più giovani (36% tra i 18-34enni) rispetto ai 50-69enni (9%). In Romagna il 36% dei fumatori ha dichiarato di aver provato a smettere di fumare negli ultimi 12 mesi, pari a una stima di circa 75 mila persone; tra questi la maggior parte (80%) ha ripreso a fumare, il 12% non fuma più da meno di sei mesi (cioè è un “fumatore in astensione”) e l’8% è riuscito nel tentativo in quanto ha smesso da più di 6 mesi.  Quasi tutti gli ex fumatori (91%) hanno riferito di essere riusciti a smettere di fumare da soli; è bassa la percentuale di chi ha fatto ricorso a farmaci e cerotti (1%) oppure si è rivolto a corsi organizzati dalle aziende sanitarie (1%).

Il 41% delle persone 18-69enni intervistate ha dichiarato che negli ultimi 12 mesi un medico o operatore sanitario gli ha chiesto se fuma. Solo la metà circa (52%) dei fumatori ha riferito di aver ricevuto nell’ultimo anno il consiglio di smettere di fumare da parte di un medico o operatore sanitario. Una sensibile differenza si rileva nel confronto con la Regione, mentre tra Ambiti territoriali non si rilevano differenze di rilievo. Il 77% ritiene che il divieto di fumare nei luoghi pubblici sia sempre rispettato; il valore è in linea con  quello regionale (77%), e superiore a quello nazionale (70%). I valori degli Ambiti territoriali oscillano tra il 62% di Rimini al 78% di Forlì. Il 79% ritiene che il divieto di fumare nei luoghi di lavoro sia sempre rispettato, valore di poco inferiore a quello regionale (82%) e nazionale (80%). Rimini segna la percentuale più bassa con il 75%. Ancora piuttosto diffusa l’abitudine di fumare in casa: nel 15% si fuma limitatamente ad alcune stanze, nel 4% ovunque. 

Le iniziative

La scuola, la sanità e il mondo del lavoro sono impegnati da tempo in interventi condivisi volti all’obiettivo comune di prevenire l’abitudine al fumo, in particolare nelle giovani generazioni, e favorire il trattamento della dipendenza da nicotina (tabagismo). E numerose sono le iniziative organizzate anche quest’anno in occasione della Giornata Mondiale senza Tabacco (31 maggio) dal Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Ausl Romagna, in collaborazione con l’Istituto Oncologico Romagnolo, la Lega Italiana per la lotta con i Tumori e il mondo della Scuola.

Iniziative che nella maggior parte dei casi rappresentano momenti conclusivi dei numerosi progetti di educazione alla salute dell’Ausl sulla prevenzione dell’abitudine al fumo e che nel corso dell’anno scolastico 2017-2018 hanno visto la partecipazione attiva di oltre 10mila studenti e centinaia di docenti delle scuole romagnole anche attraverso percorsi di Educazione alla pari (peer education) dove i giovani stessi si sono fatti promotori di salute e benessere nei confronti dei loro coetanei. Smettere di fumare è possibile. L’Ausl della Romagna aiuta i fumatori attraverso terapie specifiche per la disassuefazione dal fumo di tabacco attuate nei Centri Antifumo aziendali.

A Cesena le scuole medie “F. da Longiano”, “Via Pascoli” “Via Anna Frank” sede T. M. Plauto” hanno accolto i peer educator dell’Istituto Tecnico Garibaldi/Da Vinci e Istituto Tecnico R. Serra nelle classi seconde e terze per realizzare attività di laboratorio interattive sulla promozione della salute e sulla prevenzione dell’abitudine al fumo.

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