Violenza sessuale, Sinistra Italiana attacca Casapound: "Arroganza"

Sinistra Italiana di Forlì-Cesena contro Casapound, che nella nottata tra domenica e lunedì ha esposto uno striscione sul caso di violenza sessuale accaduto alcuni giorni fa a Martorano

Lo striscione di Casapound

Sinistra Italiana di Forlì-Cesena contro Casapound, che nella nottata tra domenica e lunedì ha esposto uno striscione sul caso di violenza sessuale accaduto alcuni giorni fa a Martorano. "Un reato indegno di qualsiasi uomo, di qualsiasi società civile dove si possa vivere normalmente la propria vita senza correre il rischio che qualcuno, con arroganza, possa imporre la propria volontà e il potere che ne deriva - è la premessa della nota -. Troppo spesso sono uomini violenti che aggrediscono e tengono sotto scacco donne che chiedono di vivere normalmente nella loro città.  E per questo vorremmo capire,  cosa c’entra il colore della pelle con tale violenza? Non era violenza il ragazzo che ha ucciso a coltellate la propria ex fidanzata in piazza del Popolo? Non era violenza quella del medico ravennate nei confronti della moglie?  Eppure Casa Pound non trova di meglio che aggredire verbalmente il sindaco, la giunta e le associazioni di volontariato che assistono rifugiati e persone che hanno bisogno di aiuto. Questo perché non hanno colpito duramente i colpevoli, solo a causa del colore della pelle degli interessati".

"Ricordate che a Macerata un militante di estrema destra, del servizio d’ordine della Lega, ha sparato su sei persone di colore innocenti ? E cosa ha detto in quel caso Casa Pound? Forse, era costui meno colpevole di tentato omicidio? - si interrogano -. Siamo in una società dove questi gruppi di razzisti arroganti e prepotenti urlano per cercare di trovare sempre più adesioni ad un mondo fatto di paura, di odio, di divisione. Crediamo, come Sinistra Italiana, che la risposta sia solo una: condannare la violenza da qualunque parte venga e l’odio nei confronti di coloro che, avendo bisogno, sono i più facilmente attaccabili. Occorre ricreare solidarietà, non erigere steccati. Occorre isolare i fascisti razzisti e i violentatori, di qualunque colore e razza siano. Occorre riconoscere il segno della solidarietà contro quello dell’odio.
Cesena antifascista e antirazzista, Cesena solidale e vicina alle donne violentate, discriminate, trattate troppo spesso come serve dagli arroganti di turno, deve ricreare un proprio mondo solidale. Invitiamo tutte le forze sane della società a reagire alle provocazioni .Crediamo sia opportuno condannare e reagire a quella canea razzista che sta’, sempre più vicino a noi, sparando a uomini e donne per strada colpevoli solo di avere un colore diverso, come le due aggressioni avvenute a Forlì nei giorni scorsi, frutto di razzismo e di prepotenza . La stessa di un fascismo che difende solo se stesso".

"Potere al popolo"

Interviene anche Potere al Popolo, che definisce l'episodio subìto dalla ragazza "una cosa mostruosa, che è difficile solo poter immaginare. Quando una donna subisce violenza, quando viene abusata, violentata, stuprata, può urlare, può dimenarsi, può  immobilizzare ogni muscolo del suo corpo, e maledire ogni secondo di quell'atto, o riuscire a sfuggire all'aggressore. Quello che ha fatto la  ragazza che pochi giorni fa, a pochi passi dal centro città e in pieno giorno, è stata vittima di un brutale tentativo di violenza, che è riuscita a respingere e ha portato a far arrestare il suo aggressore. Che in quella violenza possa, in qualche modo, fare la differenza il colore della pelle o il luogo di provenienza di chi compie un atto cosi mostruoso, lo troviamo del tutto surreale. Per noi non vi è alcuna differenza: piccoli uomini, che vanno puniti con la certezza di una pena tanto grande quanto il crimine che hanno commesso. E non ci sono attenuanti, solo aggravanti.
Non ci interessa chi specula su queste cose, "sciacalli" pronti a passare sopra tutto e tutti, per un po di visibilità e qualche voto. E non ci spaventano le minacce "squadriste" (che sono comunque forma di violenza). Sentiamo l'obbligo, non solo civile e sociale, ma politico di fare di più e meglio, rispetto a qualche striscione. Assolutamente prioritario dare forza e sostanza a quella rete di protezione per tutte le donne (e i minori) che subiscono violenza, dare a queste donne la possibilità di reincollare, un pezzettino alla volta, la loro vita. E in questo si che la politica, può e deve fare la differenza: per non lasciare sole le vittime".

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