Videosorveglianza, il M5S: "Progetto partorito già quasi 4 anni fa e invecchiato precocissimamente"

E' quanto affermano gli esponenti pentastellati Claudio Capponcini e Natascia Guiduzzi

Quello della videosorveglianza è "un progetto inconcluso che rimarrà in eredità della prossima amministrazione a cui auguriamo di avere la lungimiranza che serve per rendere Cesena una città bella e sicura". E' quanto affermano gli esponenti pentastellati Claudio Capponcini e Natascia Guiduzzi. "Sulla videosorveglianza - affermano - si è detto e scritto moltissimo, prolungando l’agonia di questo progetto partorito già quasi 4 anni fa e mai cresciuto, anzi invecchiato precocissimamente. Ormai non si contano più gli appuntamenti dedicati e richiesti per comprendere o almeno chiarire la struttura e le implicazioni economico-sociali di questo paradosso. Già a dicembre scorso dopo un’ennesima commissione ad hoc che svelava la pochezza del realizzato, il M5S esternò tutte le sue perplessità e financo contrarietà a questo progetto costosissimo e non risolutivo; e ponemmo ancora altre domande, sempre più nel merito, che ahimè hanno avuto risposte sempre meno esaurienti fino alla commissione e al Consiglio Comunale di pochi giorni fa che hanno invece fatto luce su molti aspetti. Vediamo quali".

Continuano Capponcini e Guiduzzi: "Era il 2015 quando la madre di tutte le soluzioni per la sicurezza di Cesena fu presentata: la videosorveglianza e la rete MAN, 450 telecamere la prima, 146 km di rete in fibra ottica la seconda. Un investimento di 10 milioni di euro sventolato per un anno intero ai cittadini terrorizzati per i furti negli appartamenti e la micro criminalità, andando di sala in sala in tutti i quartieri, Sindaco e assessori in pompa magna. Dopo tre anni, con la percezione della sicurezza del sindaco Lucchi mutata, molto mutata a vedere i giornali e i social, e 3,3 milioni di euro spesi, sono state installate 28 telecamere delle 450. Quasi tutte in zona stazione".

"Non c'è un piano preciso di cosa si vuol fare sul resto, ancora meno della rete in fibra ottica se non sostenere il traffico delle poche telecamere - attaccano -. Lo stallo in tema di sicurezza è alla luce del sole: le soluzioni latitano. Primeggia la propaganda di un progetto discusso e discutibile che non ha uguali in Italia, per densità di telecamere per abitanti e per costo. Le soluzioni erano e sono quelle di una più stretta collaborazione tra Forze dell'Ordine, Polizia Locale e cittadini. Collaborazione che stenta a crearsi, vedi il Controllo di Vicinato che non decolla come nei comuni limitrofi.  La tanto sbandierata videosorveglianza attualmente è relegata a pura raccolta delle immagini, col ruolo passivo della Polizia Municipale, che non può svolgere alcun presidio in tempo reale delle stesse a causa di problemi di organico, ad iniziare da quelle 28 telecamere attive di ultima generazione installate alla Stazione Ferroviaria, rinomato centro di spaccio".

"Certo la percezione del sindaco della sicurezza è cambiata, ma possiamo tuttavia confermare che quella dei cittadini è rimasta tale, pienamente diffusa in tutto il territorio cesenate. Oggi appare evidente come quello che veniva presentato come la soluzione alla criminalità dilagante era invece un investimento di controllo diverso - proseguono gli esponenti dem M5S -. La città deve infatti sapere che l'accesso al sistema di videosorveglianza da parte delle Forze dell'Ordine è limitato alle 66 telecamere per il riconoscimento delle targhe, mentre per le altre occorre la richiesta scritta di volta in volta alla Polizia Locale e così sarà anche a progetto ultimato, se mai lo sarà. Appare evidente, forse non solo a noi, che le telecamere si occuperanno probabilmente più di sanzionare che di esercitare un ruolo di controllo del territorio. Così come il mondo delle imprese deve sapere che la sbandierata possibilità di integrare le loro telecamere alla rete di videosorveglianza cittadina è limitata alle sole zone industriali, ma solamente dopo l'approvazione delle Forze dell'Ordine circa la loro reale utilità nel contrasto al crimine.Le parole del Sindaco sbandierate nei 12 incontri di quartiere effettuati nel 2015 sono risultate parole al vento, utili per ammansire cittadini esasperati, nella speranza che alla fine si sarebbero calmati. Anche la scusa di aver agito sempre e solo dietro l'approvazione delle Forze dell'Ordine non tiene, a loro ne bastavano 66".

Concludono Guiduzzi e Capponcini: "Il M5S ha vigilato sul progetto fin dai suoi esordi criticandolo prima per l'enormità dell'investimento e ora per l'insipienza del realizzato: telecamere che nessuno o quasi monitora e che non permettono un intervento tempestivo delle forze dell'ordine a soccorso di qualche cittadino in difficoltà ma solo una visione del registrato ex post; poche e poco utili. Un progetto inconcluso che rimarrà in eredità della prossima amministrazione a cui auguriamo di avere la lungimiranza che serve per rendere Cesena una città bella e sicura. Noi senz'altro ci impegneremo per andare nella direzione chiesta dai tanti cittadini esasperati per l'insicurezza dei nostri territori".

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