Tirocini tipologia C, Pompignoli (Lega): "Numeri sproporzionati a favore dei richiedenti asilo". La Regione: "E' falso"

L'esponente del Carroccio ha annunciato di aver presentato un’interrogazione alla Giunta Bonaccini "con una serie di quesiti per capire le dinamiche di questi tirocini"

“Tirocini di tipologia C? In Emilia-Romagna, nel 2018, ben 1.758 sui 3.631 attivati hanno coinvolto 'richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale o umanitaria'". E' quanto riferisce il consigliere regionale della Lega, Massimiliano Pompignoli, specificando che "non ci sarebbe nulla di male, se non fosse che questi tirocini sono destinati anche a diverse categorie svantaggiate, a persone con disabilità o a ex carcerati, a soggetti dipendenti da droghe o alcool, a giovani in situazioni di grave difficoltà famigliare e così via. E, a questo proposito, il dato della nostra provincia fa riflettere".

Illustra l'esponente del Carroccio: "Su 428 tirocini di tipologia C promossi nel 2018 nel territorio forlivese e cesenate, 229 hanno coinvolto "richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale o umanitaria", mentre solo 57 sono stati riservati a persone svantaggiate e 142 a persone con disabilità. Numeri, a nostro avviso, sproporzionati, che ci accomunano solo al bolognese e al reggiano. Le informazioni, in ogni caso, si fermano al mero dato numerico. Non è ovviamente sufficiente. I dati veramente significativi sono rappresentati dai costi e dai risultati".

"È importante sapere quanti dei richiedenti asilo che hanno partecipato ai tirocini abbiano poi ottenuto lo status di rifugiato e quanti, invece, abbiano ricevuto un diniego - continua Pompignoli -. Ed è altrettanto significativo verificare l’esito di questi corsi. Immaginiamo, infatti, che la Regione si sia attivata per sapere quanti dei tirocinanti stranieri abbiano poi ottenuto un contratto di lavoro, in quali termini e di che tipologia. Altro interrogativo è se chi ha usufruito del tirocinio sia ancora presente in regione, e in particolare nel territorio della provincia di Forlì-Cesena, e dove sia tuttora ospitato". L'esponente del Carroccio ha annunciato di aver presentato un’interrogazione alla Giunta Bonaccini "con una serie di quesiti per capire le dinamiche di questi tirocini. Credo infatti sia indispensabile che ci sia più chiarezza e trasparenza sugli investimenti fatti, soprattutto in un settore che coinvolge le fasce più deboli della nostra società".

La replica

“Respingo le dichiarazioni avventate della Lega, che rischiano di apparire come ignobili strumentalizzazioni - afferma in modo netto l’assessore regionale al Lavoro, Patrizio Bianchi -. E' semplicemente falso che da due anni la Regione avrebbe svuotato i fondi destinati ai portatori di handicap in favore dei ‘finti profughi’: non un euro è stato tolto dal Fondo per i disabili, sia chiaro". "Chiariamo una cosa: per sostenere le persone con disabilità nell’accesso al mercato del lavoro - spiega l’assessore - la Regione Emilia-Romagna ha stanziato nel 2018 14 milioni e 713mila euro del Fondo Regionale Disabili. Il Fondo finanzia interventi rivolti esclusivamente alle persone con disabilità ed è finalizzato a sostenerne il pieno inserimento al lavoro attraverso azioni di miglioramento e qualificazione dei servizi pubblici, come il collocamento mirato, e attraverso interventi orientativi, formativi e per il lavoro, tra cui i tirocini. Sia chiaro, quindi, che nella nostra Regione nessun disabile è stato privato dei propri diritti”.

"Per ogni persona con disabilità che svolge un tirocinio - continua Patrizio Bianchi - la Regione finanzia l’intera indennità, pari a 450 euro mensili, nonché i servizi necessari per realizzarlo: tutoraggio, promozione (che prevede anche l’individuazione dell’azienda ospitate), formalizzazione delle competenze acquisite durante il tirocinio stesso e un servizio di tutoraggio dedicato. Non è mai accaduto che siano state negate queste condizioni ad una persona con disabilità che abbia avuto l’opportunità di fare un tirocinio. Quindi, in nessun caso si può parlare di risorse ‘sottratte’”. 

“C’è un’altra ragione- aggiunge e conclude l’assessore Bianchi- che rende particolarmente inaccettabile la strumentalizzazione della Lega: il numero di tirocini di tipo C citati dalla Lega (3.361 nel 2018) corrisponde al numero di tirocini di quella tipologia che l’Agenzia per il Lavoro, come previsto dalla Legge, ha autorizzato. Chiariamo: autorizzato non significa finanziato. Tra i 1.758 tirocini realizzati da richiedenti asilo o titolari di protezione internazionale o umanitaria e persone in percorsi di protezione sociale – persone quindi legalmente presenti sul territorio nazionale - nel 2018 solo 261 sono stati sostenuti finanziariamente dalla Regione, e non con risorse del Fondo disabili. Gli altri tirocini sono stati garantiti dal sistema della nostra società regionale, che è fatta da imprese, Enti locali, Associazioni, che anche utilizzando fondi nazionali hanno ritenuto di favorire l’inserimento lavorativo dei rifugiati che legittimamente sono stati accolti in Emilia-Romagna. Tutte le persone con disabilità che, invece, hanno realizzato un tirocinio – sono 1.148 nel 2018 - sono stati garantiti il finanziamento della promozione, dell’indennità, della formalizzazione delle competenze acquisite e di un servizio di tutoraggio dedicato".

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