Spinelli (Fratelli d'Italia): "La sanità romagnola ha bisogno di un cambio di passo"

"Intanto al Bufalini si tagliano servizi e posti letto e i cesenati devono andare a curarsi a Ravenna o a Forlì"

"Durante il suo tour elettorale nel cesenate, Stefano Bonaccini ha detto che il “primo obiettivo della prossima legislatura sarà quello di abbattere tempi e liste d’attesa” della sanità romagnola. Perbacco, ma chi ha governato in questi ultimi cinque anni? Anzi, quale partito ha governato negli ultimi 50 anni? Se non fosse una presa in giro nei confronti dei cittadini, sarebbe anche comico". Così Stefano Spinelli, candidato per Fratelli d’Italia alle Elezioni Regionali nella provincia di Forlì-Cesena.

Le lunghe liste di attesa non sono l’unico problema. L’avvocato cesenate punta il dito anche sulla gestione del Bufalini: "il Pronto Soccorso del Bufalini soffre da anni di grossi problemi di funzionalità, con i pazienti costretti a stazionare molte ore in attesa di ricevere le cure necessarie. Questa situazione non verrà risolta con la ristrutturazione edilizia in corso, anzi, viene da chiedersi perché abbiano intrapreso dei costosi lavori infrastrutturali proprio ora che si parla del nuovo ospedale» si chiede Stefano Spinelli, che nutre qualche dubbio anche sul nuovo ospedale: "I posti letto del Bufalini hanno subito numerose decurtazioni negli ultimi 20 anni, generando la carenza di posti letto attuale, ma quel che è peggio è che il nuovo ospedale con ogni probabilità vedrà una ulteriore riduzione dei posti letto. Sorge legittimo il dubbio su quale servizio sanitario si voglia offrire al territorio, dubbio alimentato dalla mancanza di risposte nonostante le richieste di chiarimento avanzate anche dal sottoscritto durante il mio mandato di consigliere comunale. Si è sempre parlato del contenitore e mai del contenuto! Bisognerebbe invece salvaguardare i servizi e i posti letto - quanto meno quelli esistenti - e parlare meno di struttura".

"A proposito di servizi, è assolutamente insufficiente il servizio di terapia antalgica – spiega Spinelli – dove nonostante l’impegno del direttore, i pazienti sono costretti a rivolgersi a strutture private pagando di tasca propria. Grave anche la sospensione del servizio del Coumadin, che genera non pochi disagi agli anziani coinvolti. Altra annosa questione è la mensa, del tutto inadeguata nella qualità e nelle tempistiche, come dimostrano numerosi reclami e lamentele». Da rivedere anche l’assistenza ospedaliera per anziani e lungodegenti, dove «non è in questione l’aspetto medico, ma assistenziale e riabilitativo per carenza di operatori e per una organizzazione da rivedere".

"La sanità romagnola ha bisogno urgente di un cambio di direzione – conclude Spinelli – che si può realizzare perseguendo tre macro obbiettivi: garantire erogazione di servizi di qualità in tempi ragionevoli; dare al cittadino la libertà di scegliere la struttura dove farsi curare; ripensare la gestione delle risorse finanziarie per ridurre gli sprechi, come la ristrutturazione del PS del Bufalini, e aumentare il numero dei servizi erogati, evitando, come avviene ora, che i cittadini cesenati debbano ricorrere agli ospedali di Forlì o di Ravenna perché determinate prestazioni non sono più disponibili a Cesena".

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