Sito demaniale di Rio Salso: completato il percorso di riconversione 

"Quello di riconvertire il complesso di Rio Salso alla destinazione pubblica e di improntarne lo sviluppo alle tematiche ambientali e turistiche, facendone la porta naturale di accesso al Parco Nazionale, è stato uno dei nostri obiettivi"

Il complesso demaniale di Rio Salso è tornato alla sua naturale destinazione pubblica, dopo che nel 2008 era stato destinato ad Azienda Faunistico Venatoria privata.

"E’ un percorso che abbiamo avviato insieme ad Alessandro Severi nel corso del precedente mandato amministrativo – ha spiegato il Sindaco di Bagno di Romagna Marco Baccini – e che si è potuto completare solo in coincidenza con lo scadere del 2019, nel rispetto dei termini contrattuali vigenti con il gestore di quella che per oltre 10 anni è stata un’azienda faunistico-venatoria privata".

"Quello di riconvertire il complesso di Rio Salso alla destinazione pubblica e di improntarne lo sviluppo alle tematiche ambientali e turistiche, facendone la porta naturale di accesso al Parco Nazionale, è stato uno dei nostri obiettivi, ai quali abbiamo lavorato assiduamente nell’ambito di un percorso intricato e complesso – nel quale siamo stati affiancati dal prezioso lavoro del dott. Gian Luca Ravaioli dell’Ufficio demanio regionale – ma con rispetto verso tutti i soggetti coinvolti, nell’ambito di un più ampio coinvolgimento tra enti competenti, operatori del settore venatorio, agricolo e turistico".

"Rio Salso – dichiara Marco Baccini – è uno dei siti più pregiati ed affascinanti dell’intero Appennino tosco-romagnolo e, raccogliendo le aspirazioni dei cittadini sensibili al tema, è stato un nostro impegno quello di cercare di riportarne alla fruizione pubblica. Già lo scorso anno avevamo ottenuto la disponibilità dei 3 complessi immobiliari, per i quali era stata aperta una procedura di manifestazione di interesse per una gestione a fini di ricettività turistica, promozione di progetti didattici, organizzazione di escursioni, attività di collaborazione con le altre realtà turistiche, informazioni turistiche, promozione della struttura. Manifestazione che ha incontrato l’interesse di un operatore locale, il quale potrà accedere alla fase della procedura negoziata in esito alla quale si verificherà se potrà aggiudicarsi definitivamente i beni". 

"Oggi – continua Marco Baccini – oltre alla destinazione turistica degli immobili, si affianca quella dei terreni circostanti, che sono inquadrati come Oasi naturalistica, ovvero zona in cui è bandita la caccia libera. D’altra parte, però, abbiamo comunque garantito le condizioni per tutelare le aziende agricole da un eventuale proliferare di ungulati, in quanto all’interno di quei terreni è possibile praticare i c.d. Piani faunistici di Controllo, per i quali siamo già in contatto con l’ATC FO5, che mi sento di ringraziare per il sostengo, la condivisione e per la disponibilità ricevuta alla collaborazione".

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"Riteniamo che questo sia un risultato importante per tutta la nostra comunità locale e per le opportunità che potranno nascere dalla destinazione turistica di quell’area. Certo è che ora un dovere fondamentale da parte di tutti è il rispetto “sacro” dei luoghi, dell’ambiente e degli animali che si trovano in quell’area. Non intendiamo comunque fermare la nostra azione in questa materia. Alla luce della creazione di un’Oasi così ampia come quella di Rio Salso, riteniamo che sia necessario intavolare un percorso con la Regione per rideterminare e ridistribuire le quote di territorio da adibire ad Oasi i quanto il territorio di Bagno di Romagna, tra terreni destinati ad oasi e terreni destinati a zone protette quali l’area Wilderness e del Parco Nazionale contribuisce in maniera più che sproporzionata rispetto ad altri comuni, ciò che penalizza i controllo faunistico del nostro territorio e di conseguenza le nostre aziende agricole".

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