Si moltiplicano gli attacchi dei lupi, la Lega sollecita la Regione: "Piani selettivi di abbattimento sugli ibridi improcrastinabili"

Il consigliere regionale della Lega Nord, Massimiliano Pompignoli, relatore di minoranza del Piano Faunistico Venatorio 2018-2023, rompe il silenzio sulla gestione del lupo e su quella degli ibridi

Dopo i ripetuti attacchi a diverse specie di animali verificatisi anche sulle colline cesenati, il consigliere regionale della Lega Nord, Massimiliano Pompignoli, relatore di minoranza del Piano Faunistico Venatorio 2018-2023, rompe il silenzio sulla gestione del lupo e su quella degli ibridi: "Siamo di fronte a un fenomeno fuori controllo che rischia di degenerare in una vera e propria emergenza. Se fino a qualche anno fa gli esemplari di lupo appenninico si contavano sulle dita di una mano e restavano confinati in ‘oasi’ naturali lontano dagli insediamenti abitativi e dai pascoli di campagna, oggi la situazione è radicalmente mutata e quelli che un tempo erano sporadici avvistamenti, sono diventate pericolose incursioni".

"È per questo motivo che la Regione Emilia Romagna deve prendere coscienza del pericolo che sta maturando sulle nostre colline e intervenire per gradi, attraverso un preciso sistema di mappatura della specie e con metodi di contenimento e neutralizzazione degli esemplari più aggressivi - aggiunge l'esponente del Carroccio -. Perché se è vero che il lupo deve essere tutelato nella sua forma primordiale e salvaguardato dalla minaccia di estinzione, è altrettanto vero che non possiamo non prendere atto della violenza di alcuni attacchi e del rischio a cui è sottoposto il bestiame domestico e gli ungulati selvatici".

Il consigliere della Lega Nord, intervenuto proprio di recente a una conferenza sull’impatto del lupo nella catena alimentare dell’appennino tosco emiliano, non ha dubbi sulle azioni che la Giunta regionale deve mettere in campo per "scongiurare il peggio. Prima di tutto è necessario adottare politiche serie di sterilizzazione e abbattimento selettivo degli ibridi, che rappresentano la minaccia vera e propria alla conservazione del lupo e a quella delle altre specie domestiche. Su scala regionale, l’obiettivo di lungo periodo non può che essere l’azzeramento dell’ibridazione a cui si deve affiancare un monitoraggio costante della specie vera e propria del lupo e una sua preventiva neutralizzazione".

"L’insorgere di emergenze singole e occasionali e la minaccia che ne deriva può giustificare - nelle parole di Pompignoli - l’abbattimento di alcuni capi ritenuti più pericolosi e l’adozione di metodi più radicali". L’esponente del Carroccio anticipa un suo intervento nel corso della prossima Assemblea Legislativa, "incentrato sulla mitigazione della minaccia rappresentata dall’ibridazione" e un emendamento al Piano Faunistico Venatorio che "detti linee di indirizzo più risolutive e coraggiose. Fare finta che il problema non esita non aiuta nessuno, né i cittadini che abitano i Comuni più montani e le zone più periferiche, né l’equilibrio faunistico dei nostri territori".

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