Servizi socio-sanitari, la Lega interroga la giunta: "Servono chiarezza e trasparenza"

I consiglieri hanno presentato un’interrogazione alla Giunta comunale con 34 quesiti per incominciare a fare il punto della situazione

"In tema di servizi sociali e socio-sanitari servono molta chiarezza e trasparenza. Vogliamo quindi capire come intenda muoversi la Giunta cesenate di fronte a un quadro che, secondo diverse fonti, sarebbe preoccupante sul piano delle risorse. Preoccupano anche le recenti esternazioni dell’assessore Carmelina Labruzzo sulle liste di attesa per i posti nelle residenze per anziani e sulla futura realizzazione di una nuova casa di riposo pubblica. Fra gli impegni assunti dal sindaco Enzo Lattuca, in campagna elettorale, c’era infatti quello di realizzare una struttura per anziani nel giro di un quadriennio. Promessa che ora sembra smentita”.

Lo affermano i consiglieri del gruppo della Lega in Consiglio comunale, che hanno presentato un’interrogazione alla Giunta comunale con 34 quesiti per incominciare a fare il punto della situazione.

“Vogliamo innanzitutto conoscere se siano effettivamente previste criticità per il prossimo bilancio preventivo (2020) dell’Unione dei Comuni rispetto alla programmazione e finanziamento dei servizi socio-sanitari e, nel caso, se sia possibile quantificarne l’entità. In caso sia provata la carenza di risorse, chiediamo se si prevedano misure di contenimento delle spese e se si prospetti l’eventualità di ridimensionare l’accesso ai servizi, di eliminare gradualmente alcune attività o progetti considerati ‘non essenziali’ e di incrementare le tariffe di alcuni servizi".

" L’altro grande tema è quello della non autosufficienza. Tra le richieste di chiarimento, quella di conoscere quante persone siano realmente in lista di attesa e non trovino risposte alla necessità di ricovero in una struttura e se l’amministrazione abbia davvero l’intenzione di richiedere un aumento dei numeri di posti accreditati e convenzionati. Non convince, a questo proposito, una affermazione di Labruzzo che vanta un ‘curioso’ primato dell’Unione Valle Savio relativamente ai posti residenziali per anziani non autosufficienti. L’assessore afferma, infatti, che l’area Cesena-Valle Savio può disporre di un quoziente pari a 3,16% di posti residenziali per anziani non autosufficienti ogni 100 anziani residenti over 75, che colloca l’Unione sopra lo standard regionale (3%). Ci chiediamo, a questo proposito, se si possano ritenere sufficienti, a fronte dell’affannosa ricerca di posti in residenze per anziani, standard regionali decisi a tavolino o se ogni territorio non debba invece essere caratterizzato da oggettive differenze ambientali, anagrafiche e sociali, tali da determinare standard adeguati al contesto. Altre domande riguardano gli assegni di cura e se siano stati previsti controlli per verificare che gli assegni siano essenziali al mantenimento a domicilio dell’anziano. Chiediamo, infine, quale sia la reale situazione dei servizi rivolti alle Gravi disabilità acquisite e nello specifico quale sia la situazione del servizio residenziale nell’ex ospedale di Mercato Saraceno".

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"Crediamo che la Regione Emilia-Romagna, in questi ultimi anni, anziché rivisitare complessivamente le politiche sociali a fronte dei cambiamenti del tessuto sociale (invecchiamento demografico, disabilità, esclusione sociale, varie forme di povertà e flussi migratori che stanno pesando notevolmente sul welfare a tutti i livelli) si sia limitata a semplici operazioni di maquillage, con iniziative più propagandistiche che attuabili nel concreto senza le cospicue risorse che richiederebbero".

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