Semplificazione amministrativa e sanità, ecco gli impegni del PRI

Sono due i versanti che i Repubblicani cesenati vogliono assumere come impegno politico dei prossimi mesi perché "se non si innesca un cambiamento reale se non li si affronta: la sanità e la semplificazione amministrativa"

Redazione 27 luglio 2012

Sono due i versanti che i Repubblicani cesenati vogliono assumere come impegno politico dei prossimi mesi perché fortemente qualificanti, dal momento che, sostengono gli esponenti del PRI, "se non si innesca un cambiamento reale se non li si affronta: la sanità e la semplificazione amministrativa. Esse sono due facce della stessa medaglia, occorre convinzione perchè siamo di fronte a sfide epocali che modificheranno radicalmente assetti e prospettive".

SANITA'
"Qualche tempo fa il famoso quotidiano britannico Economist disse dell'allora Presidente del Consiglio italiano che era "unfit to lead". Noi diciamo lo stesso di questa Direzione dell'Asl di Cesena: è inadatta a governare e va sostituita nel suo complesso. Se esiste una politica capace di non farsi zittire dai tecnici, deve avere il coraggio di prenderne atto e agire di conseguenza. E' inaccettabile l'accusa di manipolare e gettare discredito che abbiamo ricevuto per aver segnalato criticità del bilancio, sul quale non ci pare di scorgere significativi miglioramenti, perlomeno non proporzionali ai compensi aggiuntivi che i Dirigenti hanno percepito anche nel 2012".

"In tempi di spending review, una Direzione che non dà risposte a quesiti e non dà indicazioni precise su dove e come mettere mano a risparmi è ancora più inadeguata. La reazione così scomposta fa il paio con l'evidente incapacità di gestire partite complesse come la riorganizzazione sanitaria nella prospettiva, da noi caldeggiata, di un'unica Asl romagnola. Dalla replica del Direttore Generale alle nostre osservazioni si capisce infatti chiaramente che non condivide l'idea della ASL unica, ma è costretta ad assecondare un processo ormai avviato. Se l'unificazione è il percorso, come puó il Sindaco Lucchi pensare che il suo braccio operativo sia chi, imprudentemente nominato coordinatore di Area Vasta, non la vuole?" si legge in una nota dei Repubblicani cesenati.

"L'evidente fastidio con il quale ci si confronta su questi temi dimostra anche il poco rispetto verso chi rappresenta i cittadini meglio e più del Direttore Generale. Quando si governa con autoritarismo e non con autorevolezza, liberarsi di chi governa significa anche liberare energie, che nella sanità cesenate sono tante e spesso inespresse o ignorate. E, oltre alle questioni più tecniche, vi sono temi politici che meritano altrettanta preoccupazione. La visione strettamente "ospedalocentrica" di questa Direzione è in deciso contrasto con la calante qualità percepita della nostra struttura ospedaliera".

"Il costo pro-capite della sanità cesenate - continuano i repubblicani di Cesena, guidati da Luigi Di Placido - è di 71 Euro più alta rispetto alla media regionale, il che significa un costo annuo aggiuntivo di 15 milioni di Euro. Non si sono ancora aggrediti con decisione aspetti, sui quali pur si dice di lavorare, quali le ridondanze strutturali, i costi elevati del personale, gli elevati consumi. E cosa dire, poi, dei Distretti Sanitari, strutture oggi dirette da persone stimabili ma che non hanno alcuna autonomia o potere decisionale? Sarebbe opportuno accorparli, ma notiamo la forte contraddizione tra un PD che presenta in Consiglio Comunale un ordine del giorno in tal senso ed i suoi amministratori che dichiarano esplicitamente di non essere assolutamente d'accordo. Rivolgiamo un pressante appello alla Conferenza Socio-Sanitaria territoriale affinchè dia quanto prima adeguatezza alla gestione della sanità cesenate; a questo scopo elaboreremo una lettera da inviare a tutti i sindaci che ne fanno parte. Insisteremo molto per avvicinare quanto più possibile questo risultato, lo impone lo stato delle cose".


SEMPLIFICAZIONE AMMINISTRATIVA
"Il governo Monti - dice Di Placido in conferenza stampa - va ormai chiaramente nella direzione della semplificazione amministrativa, alla politica romagnola tocca il compito di affrontare la sfida. L'argomento non è certamente nuovo, dal momento che già da tempo tutti hanno riconosciuto l'ambito romagnolo come bacino ottimale per politiche di logistica, di servizi, infrastrutturali. Ora, c'è una proposta avanzata dal Sindaco Balzani, qual'è il problema che ha portato il PD cesenate a rifiutare la discussione in Consiglio Comunale dell'Ordine del Giorno sulla Provincia Unica Romagnola, facendosi addirittura dettare la linea dall’IDV, e creando una divisione con Sinistra per Cesena, saggiamente disponibile? Forse che se il Sindaco Lucchi non è protagonista e non ha una primogenitura niente va bene?"

"Le argomentazioni sono state quantomeno leggere: rischio di discutere a tarda ora, nessun percorso condiviso, accusa di voler piantare bandierine. Adesso abbiamo capito cos'è la "terza "via" del Sindaco Lucchi. Della serie: quello che il PD di Forlì propone e vota, al PD di Cesena non va bene, nonostante i loro segretari facciano riunioni congiunte e si dichiarino tutti d'accordo sul progetto. D'altra parte, non è la prima volta che Cesena non brilla per lungimiranza nelle grandi questioni sovra-comunali: Aereoporto, fiere, Sapro, al punto che ci siamo chiesti se si volevano rimettere i "cancelli della Barriera". Continuiamo a preferire l'abolizione completa delle Province, ma capiamo che questa può essere una occasione per il territorio di avere un luogo di confronto e di coesione, che non deve però diventare pletorico o semplice somma degli enti che si sono aboliti: per questo riteniamo che la Provincia unica debba essere una istituzione di secondo grado, composto da rappresentanti dei Comuni, con compiti precipui di programmazione e non di gestione".

"Avevamo un obiettivo chiaro e semplice - sostengono i Repubblicani - che Cesena fosse protagonista, grazie ad un dialogo costruttivo col PD, ci tocca prendere atto che il PD non ha una posizione congiunta su questo tema e che siamo decisamente più vicini a Balzani e al PD di Forlì. Il nostro contributo certamente non mancherà, anche se ci toccherà parlare con i più convinti Sindaci di Forlì e Ravenna, per rendere protagonista almeno quella parte di realtà cesenate che noi rappresentiamo. Il dibattito, tuttavia, non deve concentrarsi solo sulla Provincia Unica: è fondamentale produrre concretamente ipotesi di fusione di Comuni che vadano oltre le semplici unioni di servizi".

"Da queste vicende emerge chiaramente una differenza di vedute significativa. Avevamo inteso che c'era disponibilità del PD ad un confronto politico: crediamo non ci possa essere nessun confronto finchè non arrivano risposte che implicano dialogo e fine della autoreferenzialità" si conclude la nota del PRI.

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Luigi Di Placido
sanità

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