Regolamento anti-fascisti, i sindacati: "Sui valori della libertà non sono comprensibili equivoci"

Cgil Cisl e Uil di Cesena, evidenziano i sindacati, "non possono assumere una posizione di comodo, perché sui valori della libertà, cosi come definiti nella carta Costituzionale, non sono comprensibili equivoci"

Cgil, Cisl e Uil intervengono sulla regolamentazione dell’utilizzo di spazi pubblici in città, per evitare che la libertà di espressione sfoci in manifestazione di ideologia fascista. "E' una scelta che impone il dovere di esprimere una posizione - affermano i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Silla Bucci, Filippo Pieri e Marcello Borghetti -. È infatti molto facile, forse conveniente, restare alla finestra, assumendo una posizione di comodo, come pure è facile di questi tempi utilizzare il luogo comune (“con tutti i problemi che ci sono, proprio di questo ci si deve occupare?”) oppure definire certe manifestazioni di ignoranza storico – culturale, purtroppo molto frequenti (pensiamo a quanto accaduto durante una partica di calcio a Marzabotto), come fatti isolati riconducibili a superficialità, oppure carnevalate o folclore. Quando si propone un errato concetto di libertà di espressione, si mina la liberta degli altri".

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"La nostra libertà è frutto della nostra storia e la nostra storia è quella di una Repubblica democratica, sorta dopo avere sconfitto un regime fascista - continuano -. Per queste ragioni Cgil Cisl e Uil di Cesena, non possono assumere una posizione di comodo, perché sui valori della libertà, cosi come definiti nella carta Costituzionale, non sono comprensibili equivoci. Cgil Cisl e Uil, sono fruitori delle Piazze, frequentandole ove necessario, per manifestare opinioni, dissensi, per rivendicare diritti e per sostenere le ragioni di crescita e sviluppo. Le abbiamo spesso utilizzate per esprimere solidarietà, vicinanza e per reagire, quando in ogni parte d’Italia o del mondo, si realizzano azioni contrarie alla libertà delle persone, contro i terrorismi, contro le mafie, contro i regimi totalitari. Per questi motivi, sappiamo rispettare le regole per l’utilizzo degli spazi pubblici, condividendo i valori di fondo della nostra libertà, costruita grazia ai tanti che hanno sacrificato la propria vita, per combattere il regime fascista, ed oggi evitare grazie ad un Regolamento comunale, che la manifestazione di libero pensiero, sfoci in manifestazione dell’ideologia fascista, non può essere argomento di equivoci di comodo".

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